Negazionisti e giustizialisti

Massimo Bordin
In tutti i processi che hanno coinvolto gli ufficiali del Ros la formula è sempre stata “perché il fatto non costituisce reato”. In quattro processi dunque neanche una condanna.

La giornata di ieri non è stata semplice per me, dunque non mi resta che appellarmi alla pazienza dei lettori se sulla sentenza della corte di appello di Palermo domani qui si potrà meglio approfondire. Ma un fatto è certo: questo è il quarto processo che arriva a sentenza sulla vicenda della cosiddetta trattativa, mentre si sta svolgendo il processo di primo grado che potremmo chiamare riassuntivo di tutta l’ipotesi di accusa. Per l’intanto ci sono alcune sentenze sui segmenti che compongono la trama elaborata da alcuni pm della procura di Palermo.

 

C’è la sentenza definitiva sulla mancata perquisizione del covo di Riina: Mori e De Caprio assolti in primo grado, la procura non ha presentato appello. Processo stralcio sulla trattativa in generale contro Calogero Mannino: assolto. Processo di primo grado per la mancata cattura di Provenzano: Mori e Obinu assolti in primo grado. Ieri il processo di appello si è concluso con la conferma della assoluzione. In tutti i processi che hanno coinvolto gli ufficiali del Ros la formula è sempre stata “perché il fatto non costituisce reato”. In quattro processi dunque neanche una condanna. Ma c’è da star certi che i pm che rappresentano l’accusa nel processo principale, ancora lontano dalla conclusione insisteranno nella loro tesi, tacciando di “negazionismo” chi la ritiene campata in aria. Compresi quattro collegi giudicanti.