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Quel che non torna nella proposta di legge sul fine vita

La legge sul biotestamento vuole rendere l’idratazione una terapia farmacologica e trasformare il medico in un mero esecutore testamentario. Il direttore Claudio Cerasa risponde a Marco Cappato

1 Dicembre 2017 alle 06:12

Non si può negare la vita per legge

Al direttore - Si legge nel vostro editoriale che l’“eutanasia è vietata dalla Costituzione”. Un lettore si aspetterebbe dunque di trovare un articolo della Costituzione che vieta l’eutanasia. Falso. La Costituzione non ne parla proprio, né di eutanasia né di sinonimi. Nell’editoriale è scritto anche che “il bere e il mangiare non sono cure”. Si omette di precisare che – anche volendo far finta che nutrizione e idratazione artificiali siano come andare in trattoria – nessuno può essere obbligato a bere e mangiare, proprio come nessuno può essere obbligato a curarsi. L’opinione contraria a eutanasia e biotestamento vale quanto quella favorevole. Giocare con le parole, invece, non vale nulla.

Marco Cappato

 

L’idratazione e la nutrizione artificiale non sono in alcun modo una terapia farmacologica. La legge sul biotestamento vuole invece rendere l’idratazione una terapia farmacologica, vuole trasformare il medico in un mero esecutore testamentario, vuole trasformare in legge dello stato qualcosa che non si può normare e che riguarda la zona grigia dei rapporti tra paziente, medico e famiglia. Una legge sul biotestamento è giusta, una legge sull’eutanasia no.

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Commenti all'articolo

  • 2000memorie

    15 Dicembre 2017 - 17:05

    Purtroppo chi ha votato questa legge non gioca con le parole, ma con la vita (degli altri).

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  • anna.maria.loi

    01 Dicembre 2017 - 14:02

    E parla Cappato che con le parole non gioca, soprattutto quando usa in modo appropriato i termini Dignità e Cura.

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