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Take back control

Le elezioni europee saranno il magic moment: dal 26 maggio diremo addio al vecchio centrodestra e daremo il benvenuto al nuovo sovranismo populista

30 Marzo 2019 alle 06:29

Take back control

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Venticinque anni fa nasceva il centrodestra. Elezioni politiche del 27-28 marzo, nuova legge elettorale (il Mattarellum, ma pensa…), muore la Dc e nasce il Polo berlusconiano. Anzi, nascono i Poli: quello “della libertà” (al nord, tra Berlusconi e Bossi) e quello “del buon governo” (al sud, tra Berlusconi – sempre lui – e Fini). Una trovata geniale pensata ad Arcore, riedizione del divide et impera. Funziona, porta l’eterogenea coalizione alla vittoria e permette la nascita del primo governo Berlusconi. Sono passati 25 anni, e oggi quella stagione ai avvia alla sua naturale conclusione. Ho tanti ricordi di quell’esperienza, che ho vissuto da protagonista. Tante cose fatte, dalla legge Biagi alla lotta alla mafia, con gli straordinari successi nella cattura di superlatitanti e nell’aggressione ai patrimoni delle cosche. Il ricordo più struggente è per una persona che non c’è più, il “mio” capo della Polizia Antonio Manganelli. Bene, fine dell’amarcord. Oggi si apre una storia nuova, una pagina bianca che Salvini sta scrivendo in solitario, con la voglia matta di chiudere in soffitta i ricordi e fischiare l’inizio del nuovo campionato. Le elezioni europee saranno il magic moment: dal 26 maggio diremo addio al vecchio centrodestra e daremo il benvenuto al nuovo sovranismo populista. Che punta sul TAKE BACK CONTROL: riprendersi poteri, competenze e soldi da Bruxelles, cancellare la sua burocrazia obsoleta e dannosa e aprire la porta alla sussidiarietà della nuova Europa dei popoli. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    30 Marzo 2019 - 14:02

    Maroni, nonostante le distanze da Salvini sogna l'avvento del sovranismo-populismo, ma dubito davvero molto che possa realizzarsi il suo sogno, Quanto all'Italia dei poli, bisognerebbe ricordarsi che non furono davvero grandi imprese, ma semmai tante disattese. Per non parlare del periodo 2001- 2006 con la devolution , che ha fatto dimenticare le vere riforme.

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  • mmondonico

    30 Marzo 2019 - 14:02

    Caro Maroni, sono sempre piu' affascinato dal suo equilibrismo...temo, pero', che si senta lo stridore di unghie di chi si arrampica sugli specchi...I'm tuned.

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  • manfredik

    30 Marzo 2019 - 07:07

    "aprire la porta alla sussidiarietà della nuova Europa dei popoli". Purtroppo Presidente, il sovranismo, per definizione, non mira alla "sussidiarietà" (magari), bensì alla contrapposizione fra popoli. La sussidiarietà era la bandiera del federalismo, delle autonomie. Il sovranismo invece è centralista, nazionalista, vuole uno stato tassa e spendi, distributore di mancette al popolo. Presidente Maroni, non ci siamo, su questo non ci convince.

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