Nuovi bombardamenti a Gaza nella mattina di oggi (Foto Ap)

Continuano i raid a Gaza mentre l'Egitto propone una nuova tregua

Redazione

Colpita una scuola Onu, ma la paternità dell'attacco è incerta. Il conto dei morti sale a 1,224. Cile e Perù richiamano gli ambasciatori da Israele.

Non si placano gli scontri nella Striscia di Gaza. La conta dei morti prosegue e solo questa mattina 43 palestinesi sono rimasti uccisi mentre l'Egitto prepara una bozza di accordo per arrivare a un nuovo cessate il fuoco. Secondo i media israeliani si starebbero compiendo cauti passi avanti per una soluzione diplomatica e per oggi è attesa una delegazione palestinese al Cairo. I bombardamenti condotti da Tsahal hanno preso di mira Jebalya, nel nord della Striscia, uccidendo 43 persone, 20 delle quali si trovavano in ospedale delle Nazioni unite, ha riferito il ministro della Salute di Gaza Ashraf al Qidra. Le vittime palestinesi, dall'inizio del conflitto, salgono così a 1.224, mentre quelle israeliane hanno raggiunto quota 53, di cui tre civili.

 

In mattinata una scuola dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, nel campo profughi di Jabaliya, è stata colpita da alcuni colpi di artiglieria pesante che hanno devastato due aule e provocato la morte di 23 persone. Robert Turner, direttore dell'agenzia Onu a Gaza, dopo una prima ispezione, ha confermato l'accaduto, affermando inoltre che nessuna spiegazione ufficiale sull'accaduto è al momento giunta dall'esercito israeliano. La paternità dell'attacco è ancora incerta in quanto i colpi di mortaio sono stati lanciati da terra e non dal cielo come ci si aspetterebbe da un raid aereo.

 

L'agenzia delle Nazioni unite, l'Unrwa, ha dichiarato che sono 200 mila i palestinesi che hanno trovato protezione nelle sue strutture, dopo che Israele li aveva avvisati di abbandonare le propri abitazioni per via dei raid. L'agenzia ha ammesso di aver trovato un deposito di armi in una delle su scuole usate come rifugio, senza però accusare per questo nessuna fazione politica palestinese ma condannandone i responsabili. "Condanniamo coloro che hanno introdotto queste armi mettendo così a repentaglio la vita dei civili", ha detto il portavoce Chris Gunness. "E' una violazione della nostra neutralità e richiamiamo le parti belligeranti a rispettare l'inviolabilità delle nostre strutture", ha aggiunto.  

 

Le operazioni militari si sono intensificate dopo l'uccisione di 10 soldati israeliani da parte di Hamas avvenuta lo scorso lunedì. Tsahal ha dichiarato inoltre che entro una settimana dovrebbe aver termine la fase più impegnativa della campagna militare. 

 

Nel frattempo aumentano le pressioni diplomatiche. Gli ambasciatori in Israele di Cile e Perù sono stati richiamati in patria e i due governi hanno accusato Netanyahu di condurre un'operazione di forza "che colpisce prevalentemente civili innocenti violando il diritto internazionale umanitario". Ma intanto, Hamas non intende deporre le armi e un suo portavoce ha ribadito ieri che "continueremo a combattere finché il blocco di Gaza non vedrà una fine". In Egitto sarà oggi accolta una delegazione palestinese cui verrà sottoposta una nuova bozza di accordo sulla base di quella già formulata diversi giorni fa e che Hamas aveva rifiutato.

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