Tot copulae, tot sententiae

Andrea Marcenaro

Il caso del giudice Marco Petrini di Catanzaro, che pare sentenziasse in cambio di prestazioni sessuali

E’ falsa l’idea che il magistrato giudicante possa tendere al pregiudizio negativo verso l’imputato perché associato in carriera al pubblico ministero che gestisce l’accusa. Non è così. Lo stesso pubblico ministero incaricato delle indagini preliminari, oltre a ricercare e individuare le prove d’accusa a carico dell’indagato, è obbligato per legge a ricercare le prove a favore della persona nei cui confronti ha iniziato l’indagine. Come ripete sempre il dottor Davigo. E se questo è vero per il magistrato titolare dell’accusa, figurarsi per il magistrato terzo, incaricato del giudizio, e insomma per l’intera magistratura. Bon. Tutto questo restando, resta altresì vero che il recente arresto del giudice Marco Petrini di Catanzaro, il quale sembra sentenziasse in cambio di prestazioni sessuali (tot copulae, tot sententiae), potrebbe insinuare il dubbio che, se di riffa o di raffa non s’inchiappettano qualcuno, quelli non son contenti.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.