Una fogliata di libri

La gabbia dei conigli

Gaia Montanaro

La recensione del libro di Tess Gunty edito da Guanda (396 pp., 22 euro)

"In una serata calda, nell’appartamento C4, Blandine Watkins esce dal proprio corpo. Ha solo diciott’anni, ma ha passato la maggior parte della sua vita desiderando che succedesse. E’ un’agonia dolce, dicevano, come promettevano le mistiche. E’ come se la tua anima fosse trafitta di luce, dicevano le mistiche, e avevano ragione anche su questo. Le mistiche chiamano quest’esperienza Trasverberazione o Assalto del Serafino, ma a Blandine non appare nessun angelo. C’è però, un uomo bioluminescente sulla cinquantina, che brilla come una lucciola. Corre verso di lei urlando”.

Questa è la prima immagine che ci viene offerta di Blandine, diciottenne magra e bellissima, che vive con tre coinquilini – tutti più o meno innamorati di lei e tutti con storie di affido alle spalle. Condividono i muri di un appartamento scrostato in un palazzo di Vacca Vale, cittadina immaginaria dell’Indiana, e abitano in un edificio soprannominato La Conigliera. Il palazzo claustrofobico contiene, come in una gabbia dei conigli, un’umanità perturbante, varia ed eclettica. C’è Joan, che modera i commenti su un sito di necrologi (e che verrà vessata dal parente di un defunto insoddisfatto del lavoro della donna), un ex docente di Blandine che è stato amante della ragazza, una madre che soffre di crisi post partum e un ragazzo borderline. Sullo sfondo si staglia un progetto di riqualificazione urbanistica che mette in pericolo la sopravvivenza dell’edificio e che spinge Blandine ad esternare i suoi convincimenti anticapitalisti. Un’accozzaglia di tipi umani, appaiati in modo spesso quasi psichedelico e a tratti irrazionale, che tengono a galla le proprie esistenze reagendo a quanto accade (ma mai facendo emergere proponimenti chiari).

C’è una natura intrinsecamente corale e polifonica nel romanzo di Tess Gunty, giovane scrittrice americana vincitrice con questo romanzo d’esordio del National Book Award 2022. Il perno di tutto però rimane Blandine, personaggio strano, che svia e sorprende, a volte incomprensibile e scomposta nel proprio agire e reagire. E’ un romanzo pieno di cose, di persone, di intenzioni. Si sta in un frullatore e qualche volta il vortice si ferma, lasciando spazio a sprazzi di intuizioni. “Se ti serve la prova di essere una controfigura della borghesia, della classe dominante, proprietaria sia dei mezzi sia dei frutti della produzione, non cercare oltre: un uomo ricco che accumula beni materiali che non ha creato e di cui non ha bisogno, per compensare una deficienza caratteriale di cui ha una netta percezione”. In uno spaesamento che è interessante sperimentare. 


Tess Gunty
La gabbia dei conigli
Guanda, 396 pp., 22 euro

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