Il declino del paese rurale

I piccoli centri sono travolti da una crisi esistenziale

Questo articolo è stato pubblicato sul Foglio Internazionale. Ogni lunedì due pagine a cura di Giulio Meotti con segnalazioni dalla stampa estera e punti di vista che nessun altro vi farà leggere 


 

"E’ metà mattina ma le serrande blu di quello che un tempo era un bar sono chiuse e arrugginite”, scrive l’Economist: “Il negozio di alimentari accanto alla chiesa ha le saracinesche abbassate, e la vernice si sta scrostando a causa dell’aria fredda e umida. Anche il forno, che un tempo vendeva il pane a questa comunità di 1.100 persone, non esiste più. Saintines, un piccolo paesino nel nord della Francia, sintetizza molte delle difficoltà causate dal declino rurale, ma rappresenta anche un modo distintamente francese per combatterle.  

 

Lungo la via principale c’è l’ingresso al municipio, e al suo interno ci sono delle baguette fresche in un cesto di legno dietro alla cassa che è stata adibita come ufficio postale. I clienti possono comprare una pagnotta, inviare una lettera, persino registrare il proprio figlio. Tutto nello stesso luogo. Jean-Pierre Desmoulins, il sindaco settantatreenne, ha trasformato il pane in un servizio pubblico e il municipio in un centro ricreativo. ‘Crea un luogo di incontro, un punto di contatto sociale’, ha detto: ‘A volte le persone trascorrono mezz’ora chiacchierando’. Saintines appartiene alla Francia di mezzo: non è abbastanza remoto per far girare la vita del paese attorno alla stagione del raccolto, ma non è nemmeno così vicino a una grande città per essere di fatto un dormitorio. Nel corso degli anni il paese ha perso abitanti e negozi. Le macchine, così come le baguettes, sono essenziali per la vita quotidiana. Quasi il 90 per cento dei residenti deve guidare per andare al lavoro. Questo paese rientra in una tendenza nazionale. Tra il 2003 e il 2014 la Francia ha perso 7 mila bar, un calo del 17 per cento. Negli ultimi sei anni il numero di panifici è diminuito del 18 per cento. Questo comporta la fine di un contratto sociale quotidiano, e aumenta le ore trascorse in macchina creando una nuova forma di solitudine. Questa è la miscela potente che ha mobilitato i  gilet gialli  che hanno iniziato le loro proteste a causa di una tassa sul carburante. Malgrado tutta la desolazione, Saintines sminuisce il mito della Francia come un paese centralizzato governato da Parigi. Come ogni piccolo centro abitato, il paese si vanta del proprio municipio, in cui è esposta la bandiera francese. La Francia ha 35 mila sindaci direttamente eletti: tre volte quelli della Germania. La metà di loro amministra dei paesi con meno di 35 mila abitanti. E i sondaggi mostrano che i sindaci francesi sono i politici con il più alto tasso di gradimento. Uno studio del 2016 mostra che la mancanza di un ufficio postale, un negozio di alimentari o un bar, oltre alla distanza dalla stazione ferroviaria, tende a far aumentare i voti del partito di Marine Le Pen. Desmoulins cerca di invertire la tendenza: ha fatto domanda per aprire un nuovo bar, e ha garantito un pasto ai bambini che frequentano l’asilo. Brigitte Sraczyk, un impiegata del comune, vende circa 50 baguette al giorno e si gode il nuovo contratto sociale così come gli abitanti del paese. ‘Non compro il pane nei negozi con le casse automatiche’, spiega un pensionato: ‘Sentirsi dire ‘Bonjour monsieur, bonjour madame’ ogni giorno non ha mai ucciso nessuno”’. 

 

Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre sull'Economist

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