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Tutta colpa dei Radicali

Trionfa il design, crolla l’architettura. Un libro di Gian Piero Frassinelli

17 Marzo 2019 alle 06:00

Tutta colpa dei Radicali

Museum of Anthropology di Vancouver (foto Raymond Bucko, SJ via Flcikr)

Continua il boom del design: sia nel senso industriale produttivo che fa capo al Salone del mobile milanese sia nelle iscrizioni a master e corsi universitari; mentre parallelamente crollano quelle ad architettura. La responsabilità di questa nouvelle vague è senz'altro degli architetti radicali, gli scapestrati fiorentini che fecero la disruption dell'architettura italiana mezzo secolo fa: Superstudio, Archizoom, Ufo, Zziggurat, 9999, Remo Buti e Gianni Pettena. I nostri eroi finirono in massa nel mondo del design, vivendo la stagione degli anni '80 trasferendosi a Milano in parallelo al gruppo Memphis di Ettore Sottsass, il loro fratello maggiore, ottenendo alcuni giustamente la luce dei riflettori come Andrea Branzi. Altri, più schivi e timidi come Gian Piero Frassinelli, sono rimasti a Firenze coltivando gli antichi interessi fino a oggi, sottotraccia. L'ex Superstudio pubblica ora “Design e antropologia” (Quodlibet 22 euro), che raccoglie i suoi studi successivi.

 

Come scrive il curatore del libro, Gianfranco Bombaci, “il lavoro di Frassinelli rappresenta un percorso di straordinaria coerenza, alla ricerca di una progettazione che, a qualsiasi scala, potesse confrontarsi direttamente con l’uomo come ‘animale sociale’, con le sue esigenze, con i suoi comportamenti primari, con il suo sistema di oggetti che è anche espressione delle sue strutture sociali”.

 

La prima presentazione avverrà stasera a Parigi, nella discoteca allestita da David Lynch, il club Silencio (142, rue Montmartre, ore 19) su invito della École Nationale Supérieure d'Architecture de Versailles, dove Frassinelli dialogherà con Manuel Orazi e il prof. Emanuele Quinz dell'EnsadLAb / Ecole nationale supérieure des Arts décoratifs.

Michele Masneri

Michele Masneri è bresciano e vive prevalentemente a Roma. È editor at large di Rivista Studio, e scrive schizofrenicamente di economia, cultura e società oltre che sul Foglio, su IL del Sole-24 Ore, su Style del Corriere della Sera. Come molti italiani ha scritto un romanzo, si chiama "Addio, monti", non c'entra con l'ex premier, ed è edito da minimum fax.

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