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La Lega si vuole prendere Raitre

“Forse lo mandiamo via”, dice il leghista Capitanio di Stefano Coletta, direttore di RaiTre

29 Novembre 2018 alle 20:35

La Lega si vuole prendere Raitre

Stefano Coletta (foto LaPresse)

Roma. “No, Stefano Coletta per adesso è meglio non convocarlo. Forse lo mandiamo via”. E la frase pronunciata ieri mattina dal capogruppo della Lega in Vigilanza Rai, Massimiliano Capitanio, in un attimo precipita come un nitrito di apocalisse sulla grande azienda della televisione pubblica. Stefano Coletta è infatti il direttore di Rai Tre, l’unico dirigente Rai apparentemente confermato dall’amministratore delegato di Viale Mazzini Fabrizio Salini, l’unico – almeno formalmente – che ha la titolarità di fare le nomine e rimuovere i direttori.

  

“Forse lo mandiamo via”, dunque, diceva ieri l’onorevole Capitanio nel corso della riunione dell’Ufficio di presidenza della Vigilanza, un incontro ristretto al presidente della commissione, il forzista Alberto Barachini, ai capigruppo di maggioranza e opposizione, e ai segretari. La Commissione doveva decidere intorno al calendario delle audizioni con le quali nelle prossime settimane l’organismo di controllo e di indirizzo parlamentare intende ascoltare tutti i nuovi dirigenti, non solo i direttori di rete ma anche quelli dei telegiornali. Poiché tuttavia i direttori di RaiUno (Teresa De Santis) e RaiDue (Carlo Freccero) sono stati nominati appena due giorni fa, all’interno dell’Ufficio di presidenza l’opposizione ha ipotizzato di cominciare da Coletta, l’unico riconfermato, che è già direttore di RaiTre da diversi anni “e forse ha qualcosa in più da dire rispetto ai direttori nuovi che non sono nemmeno ancora entrati a Viale Mazzini”. E’ a quel punto che Capitanio, il leghista, ha però detto di no, “perché forse lo mandiamo via”. Si tratterebbe di una clamorosa smentita per l’amministratore delegato, Salini, che appena due giorni fa aveva confermato Coletta. Ma la rimozione del direttore di Rai Tre potrebbe essere dovuta (anche) ai complicati incastri del più generale e vastissimo puzzle delle nomine pubbliche. Che non riguardano solo la Rai.

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