Guido Crosetto (Ansa)

Svolta tecnologica

Il nuovo piano della Difesa sull'Ai è un assist da cogliere per le imprese italiane

Carlo Alberto Carnevale Maffè

Nella Strategia 2026 l’intelligenza artificiale diventa dominio operativo della sicurezza nazionale. Dati, supercalcolo e satelliti al centro del piano, in linea con Usa e Cina. Ora la sfida è coinvolgere aziende e cittadini

Molti pensano che sia solo una bolla finanziaria: Guido Crosetto, invece, ha deciso che l’intelligenza artificiale costituisce un nuovo dominio operativo della sicurezza nazionale. Il ministero della Difesa ha definito, nella propria “Strategia 2026”, l’obiettivo di un’integrazione rapida, sistemica e sistematica dell’IA in tre ambiti fondamentali: formativo, organizzativo e operativo. Questo nuovo approccio mira a colmare i gap esistenti e a posizionare l’Italia come un partner proattivo all’interno delle alleanze internazionali. L’attuazione della strategia poggia su quattro componenti tecnologiche fondamentali, essenziali per mantenere il controllo profondo sui sistemi di IA.

Prima di tutto dati e algoritmi. I primi devono essere sicuri, integri e gestiti superando la frammentazione “in silos” attraverso un approccio cloud integrato. I secondi richiedono lo sviluppo di modelli trasparenti e spiegabili, con una validazione rigorosa basata sul diritto internazionale umanitario. Poi c’è la capacità di calcolo: infrastrutture proprietarie di High Performance Computing e una transizione verso il calcolo quantistico per supportare l’addestramento continuo dei modelli. Infine, reti e connettività, con un potenziamento delle infrastrutture energetiche e delle comunicazioni satellitari, con un focus particolare sulle costellazioni a orbita bassa per garantire basse latenze e ridondanza. Per dirigere questa trasformazione, sono state istituite nuove strutture di governance: l’Ufficio per l’IA, preposto alla supervisione e all'indirizzo politico, e il Laboratorio di IA per la Difesa, concepito come polo di eccellenza e centro di sperimentazione.

L’orientamento italiano si allinea alle tendenze delle principali potenze globali: la Cina ha formalizzato il concetto di "guerra intelligentizzata", ponendo l'IA al centro della competizione nei domini cognitivo ed elettromagnetico. Gli USA integrano l’IA nelle “multi-domain operations” per massimizzare la superiorità decisionale, avvalendosi di una simbiosi profonda con il settore privato. Il mondo sta convergendo verso un’idea di difesa dove l’IA non è più un accessorio, ma la condizione stessa dell’autonomia strategica: Crosetto lo ha capito. Ora devono capirlo anche i cittadini e le imprese.

 

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