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Il grande escluso dalle fiere tech è il metaverso. Viaggio al MWC Barcellona

Andrea Trapani

Zuckerberg ha dichiarato che milioni di utenti hanno iniziato a muoversi e a comunicare in questi spazi virtuali. Ma se le altre multinazionali non hanno costruito esperienze stimolanti per il suo sviluppo il futuro è problematico. Ecco le novità tecnologiche dalla Catalogna

Probabilmente il destino delle fiere è segnato da tempo, ma i postumi della pandemia continuano a evidenziare la crisi che, in varie forme, sta colpendo le manifestazioni che si svolgono in tutto il mondo. Non esce da questo contesto l’edizione 2023 del Mobile World Congress che, da anni, si svolge a Barcellona. Da ieri sono aperti i padiglioni per il “grande ritorno” postCovid. Le ferite per l’edizione cancellata del 2020 non si sono ancora rimarginate: nel 2021 fu allestita in fretta e furia una bislacca versione estiva mentre lo scorso anno mancavano i grandi protagonisti, ovvero le aziende asiatiche. Quest’anno si è tornati alla normalità, i giornali locali enfatizzano le presenze e gli alberghi nuovamente in sold out (a prezzi folli) in occasione del primo MWC libero dalle restrizioni del periodo Covid.

   

Un’edizione senza protagonisti e senza metaverso

Quel che manca è un protagonista assoluto. Negli anni scorsi avevamo il 5G, oggi invece non c’è niente che emerga dall’infinita serie di annunci che si ripetono uno dietro l’altro. Già, la pandemia ha cambiato il modo di comunicare. Ormai le presentazioni si fanno online, magari in eventi lontani dalla confusione di una fiera. Se Apple continua a evitare queste manifestazioni, mai si è vista qua a Barcellona, anche i principali competitor hanno iniziato a fare scelte simili.

Samsung, ad esempio, continua ad anticipare le sue novità nelle settimane precedenti al MWC, lontana dalla Spagna, come del resto hanno fatto tutti gli altri che hanno preferito crearsi una propria vetrina in esclusiva senza affollare i padiglioni.

Certo è che nessuno dei grandi protagonisti ha scelto il metaverso. Eppure non c’era occasione migliore di questa per farlo. Una vera contraddizione per un settore che lo richiama continuamente se poi non si vede (o quasi). Inutile che Zuckerberg dichiari che milioni di utenti hanno iniziato a muoversi e a comunicare in questi spazi virtuali, se le altre multinazionali non hanno costruito esperienze stimolanti per il suo sviluppo. Anzi, chi ha messo in mostra i primi esempi sul campo - spesso sistemi misti tra VR e ologrammi - continua a confondere ancora di più i potenziali utilizzatori con soluzioni che sono lontane anni luce dalle aspettative. Insomma, tanta attesa per un qualcosa che ancora non mostra al pubblico niente di concreto.

Rimaniamo con un’unica certezza: il metaverso ha intrapreso un cammino inarrestabile, soprattutto per la mole degli investimenti che sono stati fatti, ma i progressi sono talmente lenti da risultare impercettibili. Magari diventerà il protagonista delle prossime edizioni ma ad oggi non esiste e, per chi cerca di orientarsi tra i padiglioni, l’esperienza finale diventa paradossale.

  

Le novità tangibili

Il Mobile World Congress 2023 di Barcellona, infatti, ha così tante innovazioni da provare dal vivo quante poche novità in anteprima. Bisogna andare oltre la realtà virtuale per trovare qualcosa di interessante lo troviamo, a partire dall’ultimo lancio di Xiaomi che - grazie alla nuova serie di smartphone Xiaomi 13 e 13 Pro, equipaggiati con Snapdragon 8 Gen 2 e fotocamere al top - ha abbandonato l’idea di un listino accessibile a tutti, introducendo prodotti con prezzi destinati più all’upper class che alla massa indistinta dei consumatori. Una scelta condivisibile in un settore ormai saturo, in cui si riesce a puntare anche sulla qualità oltre che sulla quantità.

In attesa di vedere come reagirà il mercato, anche Honor ha usato la vetrina catalana per presentare il suo smartphone pieghevole Magic Vs - con uno schermo edge to edge fuori e un grande display pieghevole da 7,9 pollici una volta aperto - assieme al nuovo Magic 5 Pro. A fianco della telefonia mobile, rimane protagonista anche la rete fissa e la fibra ottica: non mancano i router che puntano sempre più sul Wifi 7 mentre produttori come AVM cercano di aprire il mercato del “modem libero” nel nostro paese. Battaglie commerciali a cavallo delle innovazioni.

  

Teledriving e smartphone arrotabili per il futuro

C’è chi prova ancora a stupire. Motorola ha mostrato un interessante concept di smartphone arrotolabile che allunga il display da 5 a 6,5 pollici. Tanto geniale l’idea, quanto dubbia l’utilità.

C’è anche chi osa ancora di più, facendoci immaginare un servizio di trasporto in cui un veicolo elettrico - senza persone a bordo! - si presenta davanti a casa, esattamente quando ne abbiamo bisogno, per poi essere guidato fino a destinazione, scendere e proseguire per i nostri impegni. Il tutto senza preoccuparsi del parcheggio, solo un “servizio porta a porta” comodo e conveniente. Questo almeno è il concetto alla base di una dimostrazione di guida a distanza, chiamata teledriving, che Ericsson, Deutsche Telekom e Vay stanno presentando a un pubblico tanto curioso quanto scettico. La strada però è tracciata, compresa l’ibridazione delle fiere tra automotive e connettività. Protagonisti ognuno negli spazi degli altri, una forma di risposta alla crisi che potrebbe diventare un’opportunità per ridisegnare tutto il settore fieristico.

  

Quanta voglia di nostalgia!

Dietro a tante innovazioni, la nostalgia è la risposta per molti. Con l’ennesimo paradosso. Nell’edizione del badge digitale, gran parte degli espositori e degli addetti ai lavori decidono comunque di imbarcarsi in infinite code solo per farsi stampare il biglietto d’accesso. Farlo non serve a niente, ma lascia una prova tangibile che la tecnologia qui presente ha reso inutile. Non a caso, una delle novità di cui si parla di più tra gli addetti ai lavori è un telefono con caratteristiche modeste rispetto ai più ambiziFautoroni flagship. Eppure il Nokia G22, un dispositivo che punta tutto sulla semplicità e sulla possibilità di "autoriparazione", ha fatto parlare di sé semplicemente con un ritorno al passato che vuole essere una risposta al “caro costi” delle riparazioni nel mondo degli smartphone.

Ci sono altre stranezze figlie di questi tempi. Se nel dietro le quinte molti venditori raccontano che gran parte degli operatori di telecomunicazioni non mandano più i loro dipendenti in fiera per stipulare i classici accordi B2B preferendo - come se fossimo in DAD -  una visita virtuale degli stand in videochiamata, ci sono anche coloro che cercano di coinvolgere i giornalisti si stanno inventando pseudolotterie che mettono in palio delle cuffie in cambio della presenza.

Siamo chiari: non mancano i motivi di interesse per popolare ogni anno la Fiera di Barcellona, ma il concetto di una grande kermesse B2B rischia di scontrarsi con le nuove comodità che la stessa tecnologia ci ha messo a disposizione. Il Mobile World Congress, evento che sembra immortale, potrebbe diventare la causa della propria crisi. E stavolta la pandemia non c’entra assolutamente niente.

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