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Marianna hi-tech

La rupture dell’innovazione. E’ americana, ma in Francia dirige Station F., il più grande incubatore di startup del pianeta. Parla Roxanne Varza

16 Aprile 2018 alle 11:23

Marianna hi-tech

Roxanne Varza (Foto jeanbaptisteparis via Flickr)

Tutti i suoi amici, quando stava per fare quel passo che le avrebbe cambiato la vita per sempre, le dicevano: ma cosa vai a fare in Europa? Sei negli States, ragazza mia! Tutti gli europei sognano di venire qui per lavorare nella Silicon Valley e tu che lì dentro ci sei cresciuta la abbandoni? Ebbene sì, Roxanne Varza, americana di origini iraniane, nata a Palo Alto, in California, 33 anni fa, quell’universo lo ha lasciato veramente, andando contro il desiderio...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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