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Moda in Molise

Dalla crisi alla rinascita, la storia da araba fenice dell’impresa molisana che guarda all’Oman

23 Agosto 2018 alle 06:17

Moda in Molise

Foto via Pxhere

C’era una volta Ittierre, un’impresa che dava lavoro a mille persone direttamente, e a tremila con l’indotto in una regione come il Molise che di abitanti ne fa appena 300 mila. Un molisano su cento, insomma, si guadagnava il pane grazie a questa società specializzata nel prendere i modelli dei grandi stilisti e passarli alla produzione di massa attraverso tutte le fasi intermedie del modello con la carta, del taglio e del cucito. Da Ferrè a Malo passando per il prêt-à-porter di Versace, nomi eccellenti della moda si affidavano a una sigla considerata un’eccellenza mondiale, e che era il primo datore di lavoro privato della provincia di Isernia. Fin quando nel 2015 la crisi non si è abbattuta anche su Itierre. Che ha chiuso, e da un giorno all’altro il Pil del Molise è calato del 2 per cento.

   

Adesso, appunto, Ittierre non c’è più. C’è però ModaImpresa, sede a Contrada Acquaro, comune di Miranda, sempre in provincia di Isernia: una start up che è stata creata da ex dipendenti di Itierre per continuarne l’attività. Messi in mobilità, hanno fatto un corso di formazione sotto la guida di Lucio Di Gaetano: proprio l’economista che era stato nominato commissario liquidatore. Presidente e amministratore delegato è Romolo D’Orazio, già dirigente della stessa Itierre. E le cose hanno ricominciato a marciare al punto che la società ha potuto registrare tre aumenti di capitale in tre anni.

  

Con l’ultimo è entrato con il 10 per cento del pacchetto azionario Fabio Scacciavillani, economista che è oggi Chief economist del Fondo sovrano dell’Oman, ma che è appunto molisano. Di Frosolone, per la precisione, un paesino in provincia di Isernia. Laurea alla Luiss, Ph.D. in Economia a Chicago, dopo aver lavorato al Fondo monetario internazionale, alla Banca centrale europea nella fase pionieristica del lancio dell’euro e a Goldman Sachs, nel 2006 decise di piantare tutto per fare una scelta che lui stesso definisce “in apparenza folle”. “Ma avevo avuto sentore della crisi che stava per abbattersi sul sistema finanziario. Mi sono allora trasferito in Qatar, convinto che i paesi del Golfo sarebbero stati immuni dalle conseguenze più virulente della crisi grazie alle enormi ricchezze accumulate. E infatti quando a partire dal 2007 l’uragano della crisi ha spazzato la finanza occidentale, i fondi sovrani hanno costituito uno dei pochi bastioni di solidità”.

  

Scacciavillani si dice felice di lavorare in Oman, da lui definito “la Svizzera dell’Arabia”. Unico paese musulmano né sunnita e né sciita ma inscrivibile a quella terza corrente che è chiamata ibadita, nella sua descrizione “l’Oman ha una meritatissima reputazione per la tolleranza, l’apertura e la convivenza pacifica, con una straordinaria gentilezza verso gli stranieri – che costituiscono il 40 per cento della popolazione”. Ma non ha dimenticato l’Italia. E non solo attraverso un blog in cui si descrive “una coscienza in esilio più che un cervello in fuga”. “Contro ogni ragionevolezza, continuo a nutrire la convinzione che in Italia esistono energie straordinarie purtroppo finite sotto una cappa di incompetenza, di analfabetismo, di burocratizzazione e di fiscalità da rapina che vengono difesi da minoranze ben organizzate con addentellati nella pubblica amministrazione, nel sindacalismo becero e nei partiti politici. Inclusi quelle macchiette che si spacciano per governo del cambiamento”. Aveva anche investito in due start up, una però in Svizzera e l’altra in Piemonte. Con questo terzo investimento è tornato nel natio Molise.

  

“In Molise, come in buona parte dell’Italia, sono sopravvissute al disastro della recessione delle competenze pregiatissime di livello mondiale”, ci spiega. “Si tratta di cercarle come le pepite d’oro nei fiumi del Klondike e di metterle a frutto. Nella Itierre operavano figure professionali capaci di realizzare i modelli di alta moda dal semplice disegno dello stilista. ModaImpresa ha valorizzato questi artisti affinandone le skills e innestando il loro know-how all’interno di un’iniziativa guidata da un manager di caratura internazionale con un network nel settore moda assolutamente fenomenale”.

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