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La lotta per la salvezza ci rivela molti dei limiti della Serie A

Marco Gaetani

Con la Salernitana ormai quasi retrocessa in Serie B, dal Lecce in giù ci sono sette formazioni racchiuse tra i 28 punti dei salentini e i 23 del Sassuolo

A forza di indicare la luna – un campionato che per risorse economiche fatica a stare dietro a un colosso come la Premier League – si è finiti per guardare solamente il dito: non è la struttura a 20 squadre che svilisce lo spettacolo della Serie A, quanto piuttosto una carenza di fondi che sta diventando endemica. La lotta salvezza ne è l’esempio più lampante: in molti sostengono che situazioni come quella della Salernitana, e cioè una squadra che a due mesi dalla fine è già praticamente spacciata, siano figlie dell’attuale format. Ignorando, però, che almeno una formazione materasso c’è sempre stata, anche negli anni delle 18 squadre: l’ultima stagione con quella formula ci regalò la cavalcata fantascientifica dell’Ancona (13 punti in 34 partite), quella precedente i 21 del Torino e la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

Anche se non scalda molti cuori e da sola non può essere un elemento da copertina per la nostra Serie A, la lotta salvezza che ci attende da qui a fine campionato si prospetta quantomeno interessante: dando ormai per salvo il Genoa, con dieci punti di margine dal diciottesimo posto e un cuscinetto di cinque squadre nel mezzo, dal Lecce in giù troviamo sette formazioni racchiuse tra i 28 punti dei salentini e i 23 del Sassuolo.

Ognuna sembra avere un motivo per farcela e tanti fantasmi da affrontare: quelle che al momento pescherebbero le pagliuzze più corte, Sassuolo e Frosinone, sono alle prese con il momento peggiore. Sui neroverdi pesano soprattutto l’incognita della disabitudine alla lotta e la mazzata generata dall’infortunio di Berardi, ma l’arrivo di Ballardini non ha portato in dote solo una vittoria – merce rara da quelle parti negli ultimi mesi di Dionisi – ma anche prestazioni convincenti nelle sconfitte di Verona e Roma, con i neroverdi che avrebbero meritato di più. Decisamente nero l’umore in Ciociaria: Di Francesco sembra ripiombato in un loop di negatività che ha caratterizzato tutte le sue ultime esperienze e salvarsi con la fase difensiva vista nelle ultime uscite pare un’utopia eppure, allo stesso tempo, la cifra tecnica della sua squadra sembra più alta rispetto a quella delle concorrenti. L’Empoli, con Nicola, ha ritrovato un entusiasmo che pareva dimenticato: dopo la sosta rientrerà in pianta stabile anche Caputo ma le ultime tre sconfitte hanno alimentato di colpo i dubbi, su tutte quella con il Cagliari in uno scontro diretto che ha avuto il merito di rilanciare le ambizioni della formazione di Ranieri, fino a quel momento in enorme difficoltà.

Assecondando una sorta di pensiero magico, i rossoblù hanno deciso di non cambiare allenatore nemmeno quando Sir Claudio era pronto al passo indietro: oltre al colpo grosso di Empoli, è arrivato il jolly Salernitana sfruttato nel migliore dei modi. A 26 punti c’è anche il Verona, capolavoro di Marco Baroni e del direttore sportivo Sean Sogliano: una squadra smembrata e ricomposta quasi da zero a gennaio. Nonostante questo, è più viva che mai, con elementi catapultati in Italia dai campionati di mezza Europa e subito pronti all’uso, anche grazie alle prestazioni di livello tra l’alto e l’altissimo di chi invece non si è spostato: in copertina c’è Folorunsho, ma a impressionare per costanza di rendimento è soprattutto Suslov.

Rimangono poi l’Udinese, formazione indecifrabile, quattro vittorie in campionato arrivate tutte contro formazioni della metà sinistra della classifica (Lazio, Juventus, Bologna, Milan) e una fatica gigantesca contro le altre, ma Cioffi può contare su elementi che poco hanno a che fare con la zona salvezza e potrebbe salvarsi anche solo per mancanza di alternative; e il Lecce, che si è risollevato con il successo contro la Salernitana dopo il pasticciaccio D’Aversa-Henry. Gotti dovrà confermarsi nelle prossime domeniche, dalla sua ha un pubblico pronto a trascinare la squadra, eppure l’impressione è che rimarrà a sgomitare fino alla fine. Insomma, non sarà il film più atteso a inizio stagione, ma la lotta salvezza si lascia guardare.

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