cerca

Alla gente non frega niente del doping

La difesa di Schwazer dalle accuse e il nostro amore per i campioni

14 Settembre 2019 alle 06:00

Alla gente non frega niente del doping
Scena finale del film “L’Avvocato del Diavolo”. Un mefistofelico Al Pacino sentenzia: “Vanità, il peccato che preferisco”. Parlando di sport, il peccato sportivo preferito, e più trattato, dai giornalisti è il doping. Ne riempiamo pagine e pagine, discutendone e dividendoci tra innocentisti e colpevolisti e, nel caso di Alex Schwazer, tornato alla ribalta in questi giorni, i primi superano di gran lunga i secondi. Ma tutto a uso interno. Se il peccato più grande nello sport per i giornalisti italiani...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • guido.valota

    14 Settembre 2019 - 11:11

    C'è un ulteriore aspetto del rapporto tra il doping e la gente. Tra quelli che lo sport lo guardano e quelli che lo praticano, i secondi sono minoranza in Italia e quasi ovunque nel mondo, ma non più pari a zero come qualche decina di anni fa. Ai primi non frega niente, e hanno ragione come ben spiegato nel pezzo. Ai secondi invece interessa abbastanza e il fenomeno conseguente è tipicamente italico, anzi proprio grillino. Il doping è molto più diffuso tra gli amatori di mezza e fondo classifica che nell'élite pro. Probabilità di controlli prossima allo zero -costano-, massima disponibilità di anfetamine. Perfino di dopanti ematici sul mercato nero degli ammanchi dalle strutture pubbliche - e chi non conosce un infermiere? Volume e condivisione dello strillo dell'ambiente sportivo praticante contro la kasta dei dopati nell'élite (il tuo doping) sono spesso l'autoassoluzione per quello tacitamente definito 'di necessità' (il mio) esattamente come il nero, l'abuso edilizio e l'evasione.

    Report

    Rispondi

Servizi