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Di Maio, Salvini e le fidanzate specchio

Né mogli, né trofeo. Virginia Saba e Francesca Verdini illuminano il proprio compagno e beneficiano del riflesso

4 Aprile 2019 alle 19:45

Di Maio, Salvini e le donne lanterna

A sinistra Matteo Salvini e Francesca Verdini, a destra Luigi Di Maio e Virginia Saba

Quando c'era il potere, e quindi c'erano anche i potenti (maschi, naturalmente), le donne dei ministri non erano fidanzate, né ragazze della porta accanto: erano o mogli o trofei. Ora il potere non ce l'ha nessuno, ma qualcheduno ha il consenso, che è cosa assai diversa – e più pericolosa, ma anche più mobile – e serve più a piacere che a fare. Le nuove donne (no, scusate: ragazze) di Matteo Salvini e Luigi Di Maio li aggraziano, spiegano meglio, ce li avvicinano senza uso di nazional popolare, cioè senza foto da sagra, e ce ne chiariscono, specchiandole, le virtù (per dir così).

 

 

  

Non sono donne ombra (Elisa Isoardi ci ha provato, e adesso sta con un supplì), ma donne lanterna: illuminano il proprio compagno, e beneficiano del riflesso. Spartiscono, con loro, l'onere dell'immagine in un modo nient'affatto dimesso, ma da comprimarie, quando non proprio da registe. Scrive Chi che Luigi Di Maio ha detto a Virginia Saba, in un hammam a Granada: “Se un giorno andassimo via per realizzare un progetto nostro?”. Risposta: “No, amore. Tu devi finire la tua missione”. La stessa missione per la quale quelle di prima erano state sacrificate, non avendo capito che il ministro è di tutti, tranne che della propria compagna. Virginia Saba non chiede dedizione: ne offre. Porta Di Maio all'Opera, poi a Villa Borghese e gli legge la guida della Galleria e gli dà il permesso di tenere acceso il cellulare anche di notte e lo porta al parco vestito da trentenne secchione, anziché da venditore porta a porta. È così indaffarata che si scorda di lavarsi i capelli (dettaglio che fa pendant con la lingua di Di Maio che si allunga verso di lei, nella più brutta foto di bacio della storia delle foto di bacio, e di cui Alfonso Signorini è però parecchio entusiasta). È perfetta, Virginia Saba: solare, giovane, tonica, in fieri (così in fieri che sul comodino ha i libri di Aristotele), giovane studentessa per sempre. Accanto a lei, Di Maio riacquisisce quell'estraneità al potere che ha segnato il suo successo e che stava perdendo smalto. Il pacchetto funziona ed è questo: la ragazza si farà e il ragazzo pure, se sbagliano, li correggeremo; sono giovani, sono carini; tutto è perdonato e perdonabile.

 

 

 

La nuova compagna di Salvini, Francesca Verdini, invece, sempre su Chi e sempre questa settimana, è più diva, più fotoromanza, meno dimessa, più irriverente, più dura, più pura. È uscita dalla casa del ministro vestita da lui, anzi di lui: pantaloni con il logo della polizia, sneakers e piumino (quello giallo e blu che Salvini ha indossato a L'Aquila - Chi ha tenuto a specificare che costa 265 euro ed è di Mello's, praticamente un affare). Anche Meghan Markle pare svaligi il guardaroba del principe: è una pratica molto sexy, e molto fluid (due cose che, di questi tempi, combaciano). Il pantalone della polizia addosso alla fidanzata del ministro copre la strumentalizzazione, soffoca ogni obiezione nel romanticismo. Scrive Chi: “Ti amo e indosso i tuoi abiti”. A Saviano si sarà sciolto il cuore.

Salvini sembra potersi prendere tutto: il centrodestra, il sud Italia, le forze armate, il popolo. Ciò che gli è contrario, finisce nelle sue mani e gli diventa amico. Si fidanza con la figlia di un avversario politico (Denis Verdini, che quando ha saputo del nuovo amore ha detto: “Certe disgrazie capitano”) e lei, cinefila e raffinata, si dà in pasto ai fotografi vestita da lui, incarnandone con perfezione e tenerezza la sfacciata linea politica: l'assorbimento.

 

E Conte? “Lo vedo perdente sotto questo punto di vista”, ha detto Signorini, per il quale la fidanzata del presidente del Consiglio “è un mistero”, e infatti le ultime foto che i paparazzi gli hanno scattato pare lo ritraggano mentre cammina, da solo, con un peluche in mano (peggio di Bersani solo con la birra). Ma tout se tien: evanescente lui, evanescente lei. Guardi lei, capisci lui. Al pari dei colleghi e delle loro fidanzate “in gara”. Le ragazze, per ora, li tengono per le foto.

Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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