Cattivi scienziati

Azzardare una data per la riapertura? Ma questa è cabala

Enrico Bucci

La fallace previsione per il fantomatico “contagio zero”. Anche al glorioso Eief ci sono cascati

"Quel gran genio del mio amico", cantava Battisti. Tutti noi conosciamo qualche genio che in questi giorni si è prodotto in spericolate predizioni su flessi, picchi e numerologia varia, collegati ai numeri che ogni sera vengono snocciolati in tv dalla Protezione civile. Come forse saprete, quei numeri non sono utilizzabili per fare previsioni accurate, per una serie di ragioni che sono stanco di ripetere; tuttavia, il 30 marzo non un amico geniale, ma qualche genio del glorioso Istituto Einaudi per l’economia e la finanza (Eief) ha pensato bene di comunicare a ogni italiano, a media unificati (Corriere della Sera e Repubblica in primis, ma l’elenco è lungo), il giorno preciso in cui, sulla base di esoterici modelli sviluppati in casa, si sarebbe avuto il fantomatico “contagio zero” in ogni regione italiana. Che il contagio zero come traguardo definitivo sia una chimera irraggiungibile (il che non significa che non sia possibile avere giorni senza contagi, a livello locale o nazionale), chiunque sappia un minimo di biologia lo ripete da tempo; per gli altri, ci ha pensato Gilberto Corbellini a ricordare come la cosa sia una fantasticheria senza senso.

 

Tuttavia, qui interessa ancor più mostrare una volta per tutte come la numerologia applicata ai dati, senza una teoria di campionamento e senza la possibilità di apportare le opportune correzioni alle fonti di rumore e bias, produce risultati che sono tra il tragico e il farsesco.

 

E dunque proviamo a confrontare le previsioni a breve termine che con tanta precisione sono state snocciolate dallo Eief con la realtà. Il 6 aprile, in Trentino Alto Adige si sarebbe dovuto raggiungere il famigerato contagio zero. In realtà, il 7 aprile il Trentino ha avuto 125 positivi, il numero più alto dopo il 25 marzo, e l’Alto Adige ha segnato 59 nuovi positivi. In Basilicata, il contagio zero si sarebbe dovuto osservare secondo i geniali modellisti dello Eief il giorno 7 aprile; invece, si sono avuti 4 positivi, in continuazione con il ridotto trend di contagi di quella regione.

 

La Liguria pure doveva raggiungere il contagio zero il 7 aprile: si sono avuti in realtà 151 nuovi positivi. L’Umbria il 7 aprile doveva raggiungere il contagio zero; l’8 aprile ha contato altri 26 positivi.

 

Si tenga pure conto del fatto che i positivi sono una piccola frazione dei contagiati, per meglio inquadrare l’assurdità di immaginare contagio zero in quelle date.

 

Adesso la domanda da farsi è la seguente: perché fornire ai giornali un modello con stime di precisione evidentemente irrealistica, e perché non smentire l’ondata di tranquillizzanti affermazioni suscitate dal quel modello, fingendo che la cabala spacciata per modello scientifico abbia fondamento? E perché adesso non chiedere scusa nemmeno alla comunità scientifica per un così evidentemente grottesco e fasullo modello spacciato per accurata previsione?

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