cerca

Non contagiateci!

La peggiore crisi di morbillo degli ultimi vent’anni, lo stato di Santa Lucia contro la nave di Scientology e i nostri populisti

3 Maggio 2019 alle 06:00

Non contagiateci!

Foto LaPresse

Roma. Un’isola è un territorio complesso, che vive di un delicato equilibrio. Un’isola che vive di turismo è costretta a controllare tutto ciò che entra e ciò che esce, ma soprattutto ciò che entra. Non serve una laurea in Biologia, basta aver visto “Virus letale” o “Contagion”, o uno qualsiasi dei film del filone disease thriller: i confini naturali di un’isola possono fare da contenimento per un contagio, oppure, al contrario, diventare una trappola.

 

Ieri il governo di Santa Lucia, l’isola tra le più turistiche dei Caraibi, ha messo in quarantena la nave da crociera Freewinds di proprietà della chiesa di Scientology dopo che due diverse fonti lo avevano informato di un caso di morbillo a bordo. I trecento passeggeri non possono scendere dalla nave fino a diversa disposizione. In un messaggio ai media, il capo del servizio sanitario di Santa Lucia ha spiegato che uno dei motivi per cui bisogna essere molto cauti, in questo momento, con i virus altamente infettivi come quello del morbillo è che in America c’è una delle più gravi epidemie degli ultimi vent’anni.

 

 

Sarebbero accertati almeno 700 casi di morbillo in ventidue diversi stati – ma il problema è globale, spiega l’Oms: nei primi tre mesi del 2019 i casi di morbillo sono aumentati del 300 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, con 110 mila morti nel mondo. In Europa nel 2018 sono morte 72 persone di morbillo, il numero di contagi (82.596) è stato il più alto da dieci anni. In America, non solo un virus che era stato dichiarato debellato nel 2000 è tornato e il suo contenimento costa molti soldi al Servizio sanitario nazionale, ma sta anche modificando lo stile di vita degli americani. Per esempio quello delle famiglie con bambini che non hanno compiuto ancora un anno, e quindi non sono stati ancora vaccinati per il morbillo (il vaccino potrebbe essere inutile a quell’età).

 

Il virus invisibile, ha scritto ieri il New York Times in un reportage da Troy, in Michigan, rende sospettose le famiglie che vedono negli altri bambini un potenziale untore, e smettono di frequentarli. Ma tutto può trasformarsi in un’isola dove il contagio si moltiplica, perfino il cinema: ieri l’autorità sanitaria di Orange County ha detto che una donna (che non sapeva di essere malata) è andata a vedere la prima di “Avengers: Endgame” a Fullerton, mettendo a rischio chiunque fosse in sala e rendendo pure uno dei film più visti di tutti i tempi un incubo cinematografico. Qualche giorno fa due impiegati dell’aeroporto di Narita, in Giappone, sono stati messi in quarantena perché avevano contratto il morbillo, e il paese asiatico è uno dei più attenti del mondo ai contagi virali, lo dimostra l’uso ossessivo delle mascherine.

 

Il fatto è che tutti subiscono la conseguenza di un problema che nasce altrove, e non bastano le morti e l’incubo di un contagio globale e i “disease thriller” a far cambiare idea alla minoranza. A New York, per esempio, uno dei focolai è nato nella comunità di ebrei ortodossi che rifiutano i vaccini per motivi religiosi. Sulla Cattedrale galleggiante di Scientology non sappiamo quanti dei trecento passeggeri abbiano nel frattempo contratto il morbillo, ma sappiamo che per il movimento religioso fondato da Ron Hubbard la scienza non serve a niente, è un feticcio della modernità, e l’essere umano con la sua mente può curare tutto, perfino il morbillo. Chi muore non ha avuto abbastanza fede, ma chi scende ed è malato si porta il morbillo ovunque. La teoria antivaccinista per eccellenza, però, è quella dei vaccini come strumento di controllo delle case farmaceutiche (non a caso in “Contagion” di Soderbergh, che è del 2011, è il complottista a rendere difficili le cure). Secondo un sondaggio di YouGov pubblicato ieri dal Guardian, i populisti sono più portati a credere alle teorie cospirazioniste riguardo ai vaccini, perché “si fidano poco degli scienziati e della democrazia rappresentativa”. E allora il piccolo stato di Santa Lucia contro la Freewinds e la potente chiesa di Scientology sembra un po’ il simbolo dell’istinto di sopravvivenza, e del diritto di dire: non contagiateci.

Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi