Foto di Kostiantyn Liberov, via LaPresse 

controffensiva

Gli ucraini sfondano, i russi scappano

Cecilia Sala

La controffensiva di Kyiv corre: dal punto di vista militare, è il fatto più rilevante dall'inizio dell’invasione. In tre giorni le forze ucraine sono avanzate di almeno novanta chilometri e i russi stamattina hanno abbandonato anche Izyum, Lyman e Kupyansk

Aggiornamento: Le città di Izyum e Lyman sono state liberate questa mattina dalle Forze di difesa ucraine. L'esercito russo era entrato a Izyum il 23 maggio scorso. La controffensiva ucraina nelle zone occupate dai russi, soprattutto nell'area di confine a nord-est, nell'oblast di Kharkiv, sta avanzando molto più velocemente di quanto ci si aspettasse.

 

Kyiv, dalla nostra inviata. I rapporti di forza sul terreno in Ucraina sono cambiati di nuovo questa settimana: la controffensiva di Kyiv funziona e lo dicono soprattutto i russi. Il presidente Volodymir Zelensky e i suoi consiglieri hanno ripetuto spesso che la controffensiva per liberare il sud e la città di Kherson sarebbe partita in estate: è iniziata il 29 agosto e non si sta concentrando nel sud, ma su 1.300 chilometri di linea del fronte – la distanza che c’è tra Trento e Messina.

 

Durante tutto il mese di giugno e fino all’inizio di luglio (il mese dello stallo), giornalisti e analisti militari ogni giorno dedicavano interi report a dei movimenti sul terreno di meno di cinque chilometri: negli ultimi tre giorni i soldati ucraini sono avanzati di novanta chilometri. È successo nel nord est, nella provincia di Kharkiv. Cinque giorni fa il villaggio di Verbivka e la cittadina di Balaklya erano in mano russa, alle due di mattina di ieri gli ucraini – dopo aver riconquistato entrambe – erano già arrivati fino ai confini della città di Kupyansk, novanta chilometri verso est. 

 

Nelle mappe che monitorano l’avanzata si vede una lingua azzurra che si incunea in una zona rossa (il territorio occupato), la lingua che corrisponde all’avanzata ucraina è spessa circa quaranta chilometri (significa che è abbastanza solida). Le autorità ucraine – almeno fino a questo momento – hanno deciso di mantenere semi segrete le operazioni di attacco e non permettere ai giornalisti di seguire la controffensiva sul campo ma, anche in assenza di comunicazioni ufficiali, sono gli stessi soldati a riprendersi nelle piazze centrali dei villaggi liberati o accanto ai cartelli stradali posizionati alle porte della città in dei video girati con gli smartphone. 

 

 

I russi fanno eco: ieri due famosi blogger militari con centinaia di migliaia di seguaci sui loro canali Telegram hanno pubblicato le foto dei militari ucraini nei villaggi appena passati di mano chiedendo al Cremlino di smettere di negare l’evidenza. 
Tra le varie elaborazioni grafiche delle mappe che ritraggono l’avanzata ucraina, le due in cui il successo di Kyiv è più vistoso sono quelle pubblicate dal canale filorusso RyBar e da Grey zone, affiliato alla compagnia di mercenari Wagner, l’esercito ombra del Cremlino.

 

La corrispondente di guerra russa Evegeny Poddubny è stata la prima a dare la notizia (con foto e video) del ponte di Kupyansk bombardato dagli ucraini per rendere più difficile l’arrivo di rinforzi in città o la ritirata. Considerando la velocità con cui avanzano su quell’asse le truppe di Kyiv: l’ipotesi di una ritirata russa da Kupyansk non è affatto improbabile. I russi che indietreggiano lasciano dietro le loro spalle taniche di carburante e munizioni e pure le lavatrici che hanno rubato nelle case degli ucraini e che speravano, alla prossima rotazione di soldati al fronte, di portarsi nelle loro case in Russia. Indietreggiano anche perché seguono i canali online pro Cremlino che prima di questa fase non avevano mai avuto un tono tanto preoccupato.

 

Gli ucraini hanno ripetuto per due mesi gli annunci di un’imminente offensiva verso Kherson: ostentala in anticipo sembrava una mossa controproducente tanto che a un certo punto alcuni analisti hanno cominciato a domandarsi se non fosse un bluff: un modo per costringere Mosca ad alleggerire la pressione in Donbas per riposizionare alcune delle truppe al sud. L’esperto Philip O’Brien ha scritto che quegli annunci sono stati l’equivalente di un telegramma con una pagina rossa spedito “a un toro impazzito”. Il riposizionamento di uomini a sud ha assottigliato le linee di difesa russe nell’est rendendo possibile lo sfondamento ucraino a Kharkiv e, in versione meno eclatante, in alcuni settori del Donbas.

 

Il canale russo “‘Z’ per la vittoria” ha pubblicato una porzione di quella che sembra essere una mappa operativa di una brigata con un resoconto scritto dai soldati in cui viene spiegato come la ridistribuzione di uomini verso Kherson sia stata un disastro e abbia spogliato un’area strategica da suoi difensori. È una lamentela verso i superiori che tutti i soldati russi in ucraini stanno leggendo sui loro telefonini e la prova di un fatto: Mosca non ha abbastanza uomini nemmeno per proteggere le zone dell’est e del sud che sono l’obiettivo minimo per giustificare il prezzo che sta pagando per questa guerra.  

 

Gli ucraini stanno tagliando in due le forze russe tra Kupyansk (a nord) e Izyum (a sud). Vogliono provare ad accerchiare Izyum che è i russi considerano indispensabile per fare progressi in Donbas e dove c’è una delle più grandi concentrazioni di munizioni per l’artiglieria russe: la sproporzione nel numero di munizioni è stata finora il principale vantaggio russo e il vulnus ucraino. Ieri Zelensky ha detto che dal primo settembre sono stati liberati mille chilometri quadrati di territorio occupato. I risultati della controffensiva nella regione di Kharkiv sono i più sorprendenti ma la controffensiva del Sud non era solo un tranello: sta ottenendo risultati. 

 

(Questo testo è stato aggiornato alle ore 13) 

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