Roma, turisti in centro nel giorno di Ferragosto (LaPresse) 

L'assessore al turismo di Roma: “Seguire Nardella sui B&B? Prima deve intervenire il governo”

Gianluca Roselli 

Parla Alessandro Onorato: “Vorremmo autonomia ma in un quadro di leggi chiare”

La capitale potrebbe seguire Firenze. Che sull’esplosione degli affitti brevi in città ha scelto di usare la mano pesante. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma l’annuncio del sindaco Dario Nardella è chiaro: si vogliono vietare, da subito, nuove licenze agli appartamenti messi sulle piattaforme turistiche, a partire da Airbnb e Booking. Chi è dentro è dentro, tutti gli altri fuori, anche se il rischio è creare una sorta di casta. E Roma? “La soluzione di Firenze merita molta attenzione”, sostiene l’assessore ai Grandi eventi, sport e turismo, Alessandro Onorato. Anche se si ammette che sulla linea Nardella bisogna riflettere. “Vogliamo evitare migliaia di ricorsi, per questo chiediamo al governo strumenti legislativi chiari”, continua Onorato. 

  
Tutto parte dalla bozza di legge dell’esecutivo, illustrata dalla ministra Daniela Santanchè, che però sembra andare incontro più agli albergatori che alle amministrazioni cittadine. E che non piace al Campidoglio. In pratica la novità è l’obbligo, per i privati, di affittare almeno per due notti. Quella più apprezzata è invece il codice identificativo per chi affitta, che consentirà meno evasione fiscale e più controlli. “La bozza del ddl è inefficace in partenza: con due notti minime di permanenza non cambia nulla e le multe proposte non sono un deterrente per chi vuole violare le regole. Occorrono invece regole certe e strumenti adeguati per fermare la trasformazione dei centri storici di Roma e delle altre città d’arte in giganteschi affittacamere senza regole e senz’anima”, osserva l’assessore Onorato. 

  
Il Campidoglio chiede di avere mano libera: vuol decidere in autonomia, anche sul divieto totale alle nuove licenze. Che resta una misura draconiana, che potrebbe causare ricorsi, ma che non si può escludere. La linea è quella di vedere fin dove avrà il coraggio di spingersi Firenze, poi Roma seguirà. Anche se è comprensibile che il Campidoglio voglia muoversi all’interno di un quadro normativo nazionale. Ieri con Santanchè c’è stato un primo tavolo di confronto con sindaci e associazioni. “Faremo una proposta di legge di buon senso. C’è bisogno di regole e occorre lavorare tutti dalla stessa parte”, ha detto la ministra. Ma Marco Celani, presidente di Aigab (affittuari turistici), avverte: “La questione non può essere lasciata nelle mani dei caudillos locali”.  


Il problema riguarda tutto il centro storico, che nel corso degli anni è andato svuotandosi sempre più di residenti, anche per colpa degli affitti a breve. Che però non sono l’unico motivo. Al 31 dicembre 2022 il numero di residenti in centro è di 167 mila persone, 50 mila in meno rispetto al 2019. Non siamo ancora ai livelli di Venezia, dove si è scesi sotto i 50 mila residenti, ma la tendenza è quella. In città sono circa 25 mila le case affittate a breve ai turisti, col 63 per cento nel municipio I, per un totale di 90 mila posti letto extra-alberghieri. Numeri che fanno paura e che sono riesplosi con la ripresa del turismo post pandemia: da gennaio ad aprile sono 1.354 le autorizzazioni elargite a nuove strutture. Del resto la differenza tra chi affitta ad abitanti e chi ai turisti sta tutta nei soldi: follow the money. Il ricavo medio, al netto dei costi, di una casa romana messa sulle piattaforme è di 26.228 euro annui, contro i 10.021 di un affitto a lungo termine, pari a un rendimento dell’11,4 per cento contro il 4,5. Per chi affitta più di quattro appartamenti scatta il regime di attività imprenditoriale e si perde la cedolare secca. Ma molti aggirano la questione smistandosi le case: quattro a me, quattro a te… 

 
Il problema è che poi a Roma, oltre alle regole, mancano i controlli, a differenza di altre grandi città europee.
Ma qui significherebbe assumere personale in più. Altra strada da percorrere è la defiscalizzazione: sempre a Firenze i proprietari che tornano ad affittare ai residenti non pagheranno l’Imu per tre anni. Insomma, tra paletti, controlli e incentivi, qualche idea per regolare il fenomeno c’è. Anche se, per una città turistica come Roma, arginarlo del tutto è impossibile. Anche perché, nonostante gli aumenti, affittare una casa per quattro giorni su Airbnb, specie per una famiglia, costa meno che andare in albergo.