di Camillo Langone
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La canzone più brutta (e la più bella) del momento
Il primato per la peggiore è "Femme fatale" di Emma. La migliore è invece "Zanzare" di Chiara Ianniciello, ninfa delicata, al contrario della prima
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9 MAY 24
Ultimo aggiornamento: 02:09 AM

(foto Ansa)
L’altro giorno ho segnalato la scultura italiana più brutta del momento, oggi segnalo la canzone italiana più brutta del momento: “Femme fatale” di Emma. Su Open un laudatore ha definito la sua musica “asfissiante”: non fosse stato così ben disposto quale aggettivo avrebbe usato? Io non ci provo nemmeno anche perché per riuscire a leggere il testo ho dovuto togliere l’audio, disturbava troppo. Ho potuto così scorrere un catalogo di stereotipi ammuffiti: il caffè “un po’ bohémien”, le scalinate di Montmartre, la torre Eiffel, la luna “soubrette”… Parole in putrefazione. Per riprendermi segnalo la canzone italiana più bella del momento: “Zanzare” di Chiarè ossia Chiara Ianniciello da Roccapiemonte (Salerno). Lei, cantante e contrabbassista, è fresca e deliziosa, zigomi alti, rossetto, il visetto delle cugine e delle fidanzatine delle nostre parti. Fresca e deliziosa è pure la canzone, in italiano e napoletano, che ricorda Pino Daniele solo che Pino Daniele non avrebbe mai saputo scriverla: ci voleva una ragazza. Un’incredibile grazia emana dalla cantante, dal brano, dai musicisti che l’accompagnano nel video live, molto giovani e molto bravi. Chiarè è una ninfa ma non una ninfa plebea alla maniera di Domenico Rea, il grande scrittore che riposa nel paese a fianco: è una ninfa delicata. E’ il contrario di Emma.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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