Marta Sesana, "Canotto"

preghiera

Al sommergibile preferisco il canotto

Camillo Langone

C’è un quadro di Marta Sesana, intitolato per l’appunto “Canotto”, che rappresenta la mia idea di vacanza acquatica. Semplice e spensierata. L’esatto opposto della hybris di chi va a vedere com’è profondo il mare

Altro che batiscafo, a me piace il canotto. Non la sfida ma il gioco. Non il buio abisso: la favola colorata. Non il titano: il bambino. C’è un quadro di Marta Sesana, intitolato per l’appunto “Canotto” (olio su lino, 140x120 cm), che rappresenta la mia idea di vacanza acquatica. Semplice e spensierata. Quella vacanza che non ho mai fatto (lavoro sempre, scrivo sempre, penso sempre) ma che mi delizia sognare. Ed è l’esatto opposto della hybris di chi va a vedere com’è profondo il mare. Al posto degli oceani vagheggio piccoli laghi, piscine, acque basse. Non Atlantico ma Albano o Adriatico. Castelli Romani o Romagna. Stockton Rush, il faustiano impresario del “Titan”, prima di inabissarsi per sempre aveva detto: “Se si vuole rimanere al sicuro non ci si deve alzare dal letto, non si deve entrare in macchina, non si deve fare niente”. Che esagerato: un canotto gonfiabile come quello dipinto dalla fantastica pittrice brianzola è meno pericoloso di una vasca da bagno. E sembra molto più divertente di un microsommergibile.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).