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Tutta la differenza tra De Crescenzo e Camilleri

Due grandi intellettuali, con due vite diverse e ideali diversi

17 Agosto 2019 alle 06:15

Tutta la differenza tra De Crescenzo e Camilleri

Foto Wikimedia Commons

Riposino entrambi in pace, ovviamente, ma in occasione del doppio, pressoché contemporaneo trigesimo sono io a non trovare pace se non metto un po’ di cose in ordine. Luciano De Crescenzo, prima in Ibm e poi con Mondadori, ha sempre vissuto di mercato, fino a diventare un uomo ricco con il denaro versato dai suoi lettori, volontariamente. Andrea Camilleri, funzionario Rai dal 1957, ha vissuto per decenni grazie al canone versato da tutti gli italiani, obbligatoriamente. Lo scrittore napoletano, ateo cristiano, ammiratore di Gesù, “non credente ma sperante”, ha avuto funerali in chiesa, nella poetica e musicale Santa Chiara, mentre lo scrittore siciliano è finito nel cimitero acattolico e basti l’alfa privativo per dire la negatività della scelta. Il divulgatore di Epicuro teorizzava il dubbio, il giallista statalista sapeva tutto lui. De Crescenzo era un borghese gentile e tollerante che molto amava le donne, Camilleri un comunista supponente e volgare al punto da definire “scrofe” le ragazze amiche di Berlusconi. Splenda ad essi la luce perpetua.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    19 Agosto 2019 - 15:03

    Langone, le segnalo il sito del Ministero per i Beni culturali, dove il ministro Bonisoli ha fatto scrivere che esprime cordoglio per la scomparsa di Camilleri genio del Novecento!

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  • Chichibio

    17 Agosto 2019 - 21:09

    Buona parte del suo successo televisivo, penso, è merito del regista e dei bravi attori. La controprova è la serie del giovane Montalbano, con altro regista, e del tutto insipida.

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  • gheron

    17 Agosto 2019 - 20:08

    De mortuis nihil nisi bonum. Bene aver confermato la regola e accettato di essere guidato da una santa moderazione...

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    17 Agosto 2019 - 16:04

    Grazie prof. Langone! I compagni, affranti a comando, ricordavano tanto la disperazione dei cinesi, nord coreani o italiani per la morte dei loro grandi timonieri. Hanno diffuso con un giorno di ritardo la notizia della morte del grande De Crescenzo per non spartire il cordoglio per la prematura dipartita del loro idolo.

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