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Anche la metro adesso ti spiega come la devi pensare

Da tempo non prendevo la metropolitana. Ora non la prendo anche per non farmi indottrinare 

18 Agosto 2018 alle 06:15

Anche la metro adesso ti spiega come la devi pensare

Foto LaPresse

Non è un gran momento per gli spostamenti in auto e però i mezzi pubblici, meno rischiosi per la vita, sono più rischiosi per l’anima. La metropolitana di Milano, per dire, non si accontenta più di trasportarti da Lima a Cadorna o dalla Centrale a Sant’Ambrogio, troppo facile, troppo ovvio: adesso ti spiega come la devi pensare. Virgoletto Helga Marsala, pasionaria dell’estinzione che ne ha scritto su Artribune: “La stazione di Porta Venezia manterrà il suo look arcobaleno, nato come allestimento temporaneo e da oggi divenuto permanente. Era l’inizio di giugno quando le sei bande multicolor, simbolo ufficiale del Pride, ricoprivano la grande parete che corre lungo la banchina, inclusi pilastri, rampe di scale, obliteratrici. Un’esplosione radiosa, abbagliante, che ha cambiato il volto di una delle principali fermate della subway cittadina. Bella, quanto carica di senso: Porta Venezia è oggi un manifesto della comunità Lgbt, dell’orgoglio trans e gay…”.

  

Da tempo non prendevo la metropolitana, su consiglio di Salvador Dalì (“Ogni uomo di quarant’anni che prende ancora la metro è un fallito”). Ora non la prendo anche per non farmi indottrinare. Prendo piuttosto il Range e intaso e inquino e sto come un principe e metto nel lettore l’ultimo disco di Ferretti, “Bella gente d’Appennino, di madri e di famiglie”, sentendomi anch’io “vivo fra i morti”. Te Deum laudamus, come canta Giovanni Lindo.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    20 Agosto 2018 - 09:09

    Beh, però l'Appennino e il fuoristrada non sono molto compatibili con la città di Milano... Li trovo piuttosto fuori luogo. Quanto al disco di Ferretti, ho letto un "inshallah" che non c'entra niente col Cristianesimo. Non è che i cristiani d'Oriente lo dicano: lo dicono solo i musulmani. Una volta papa Francesco ha fatto una figuraccia dicendolo davanti a vescovi cristiani mediorientali. La metro di Roma trasmetteva orrenda musica pop da periferie, forse ritenuta la più adatta alla folla di borgatari che la prende il sabato pomeriggio. Sogno che o tacciano del tutto oppure trasmettano musica cosiddetta classica: sarebbe meraviglioso e perfino educativo, anche se susciterebbe coretti di disapprovazione del genere "che è 'sta lagna?".

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  • ceva.paola

    19 Agosto 2018 - 18:06

    Grazie! ecco cos'è tutto quel giallo rosso blu... e quei tizi e tipe che dai muri dicono di non esistere nella stazione di Porta Venezia a Milano. Io sono sicuramente una fallita perché continuerò da lì a prendere la metro, dovendo andare a lavorare, e sarò poco intuitiva, ma non mi è mai venuto in mente di collegare il tutto all'orgoglio Lgbt, con buona pace di Helga Marsala. Per me e per la maggior parte della gente che scende o sale a P.V. davvero tutta quella roba semplicemente non esiste. E gli allestimenti e i look delle stazioni passano veloci come treni.

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