Le industrie farmaceutiche pensano che sia un ingenuo

I loro dolcificanti artificiali, oltre ai possibili danni alla salute, attentano anche alla mia dignità

12 Luglio 2018 alle 06:18

La rinascita dell’Italia deve partire da formazione, ricerca, selezione

Foto LaPresse

E’ bello che l’industria farmaceutica italiana abbia superato quella tedesca. Adesso la prego di superare il pregiudizio nei miei confronti, e che la smetta di considerarmi un bamboccio. Vado in farmacia, chiedo un integratore e sull’etichetta leggo “Con edulcorante, senza glutine”. Dunque l’industria mi tratta come un bambino malato: sono i celiaci ad avere problemi col glutine e sono i poppanti a sdegnare l’amaro. Io non soffro di celiachia e sono grandicello, non ho bisogno che la pillola (in questo caso la bustina) mi venga inzuccherata. E’ un fatto innanzitutto morale. Ci sarebbe forse anche un fatto medico: alcuni scienziati considerano gli edulcoranti con sospetto. Il sucralosio contenuto nel mio integratore secondo i ricercatori della Duke University “può limitare gli effetti dei farmaci, alterare la flora batterica intestinale benefica e la secrezione ormonale”. Paradossalmente potrebbe far ingrassare più dello zucchero vero. Ammettendo che abbia invece ragione l’Efsa e che i dolcificanti artificiali non producano simili effetti, resta l’effetto sulla mia dignità: l’industria farmaceutica non mi considera abbastanza uomo da poter sopportare una medicina amara.

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Commenti all'articolo

  • merolla.psicogeriatria@gmail.com

    merolla.psicogeriatria

    12 Luglio 2018 - 13:01

    Perfetto, sono medico. Non c'è davvero altro da aggiungere! Grazie!

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