Tiziano Ferro e l'omofilia di cui non si può parlare

La libertà è irta di pericoli, Sodoma non ammette critiche. L'ascia fantasy della scrittrice Silvana De Mari

17 Marzo 2018 alle 06:10

Tiziano Ferro, Benetton e l'omofilia di cui non si può parlare

Tiziano Ferro con un neonato in braccio (foto Instagram)

Quando vedo le foto di Tiziano Ferro con un neonato in braccio, e la nuova propaganda Benetton sempre con persone che tengono in braccio bambini di paternità e maternità incerte, penso a Silvana De Mari, maestra ammirata, e taccio. Le vicissitudini giudiziarie della scrittrice di fantasy mi ricordano che Sodoma non ammette critiche e dell’imperante omofilia abusatrice di bambini si può dire non più del montaliano cinque per cento: già con il dieci si rischiano querele. Incontrandola a Parma cambio subito argomento e le chiedo come mai ha vissuto qui: perché il padre era vicedirettore del carcere di San Francesco, nel periodo in cui vi era detenuto Guareschi (un altro che aveva osato dire più del cinque per cento).

 

Vuole che recensisca il suo “Arduin il rinnegato”: “E’ un libro bellissimo!”. Gli orchi non sono molto di mio gusto, ribatto, ma non è tipo da indietreggiare di fronte alle obiezioni: “Il fantasy è l’unico genere letterario che parli di lealtà, coraggio e cavalleria, che osi parlare di Dio e della morte”. Interessante: che dietro il velo del fantastico si possa scrivere impunemente il dieci se non perfino il quindici per cento di ciò che si pensa? Forse sì, visto che lei si permette di esaltare le grandi lame: “Una delle armi più usate nei miei libri è l’ascia, umile strumento domestico che può diventare micidiale. La mia antenata Barbara De Mari con un’ascia ha combattuto contro i saraceni”. Silvana De Mari insegna che la libertà, fosse pure quella di dire che due più due fa quattro, è irta di pericoli: chi non se la sente può benissimo ascoltare Tiziano Ferro e vestire Benetton.

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  • AlanBenjo

    20 Marzo 2018 - 11:11

    Lei Lagone è omofobo. Gli omofobi, a differenza di razzisti e antisemiti d'antan, hanno un vago senso di vergogna frutto della consapevolezza sociale delle sofferenze patite da neri ed ebrei. Quindi pochi ammettono di essere omofobi (salvo Silvana de Mari, su cui torno a breve); malcelano l'omofobia dietro pretesti, per non fare i conti con la paura, fobia, omo-fobia.Madre delle fobia è l'ignoranza. Ecco cosa, colpevolmente (avrebbe potuto informarsi, ma non l'ha fatto, succube della sua fobia), non sa: gli omosessuali sono buoni genitori (v. What We Know Project della Columbia University per la collezione degli 80 studi più autorevoli). Silvana de Mari non è sotto processo per delle "idee",ma per insulti come "idioti", "coprofagi", "criminali contro l'umanità" proferiti contro omosessuali. L'inchiesta da parte dell'Ordine dei Medici verte su fantapatologie per giustificare la sua omofobia a danno di pazienti. I fatti vengono prima di pregiudizi. Si informi prima di fare l'opinionista.

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    • GianniM

      GianniM

      21 Marzo 2018 - 06:06

      Caro AlanBenjo, l'omofobia è una categoria ideologica (sarebbe una patologia?) inventata per censurare le opinioni critiche verso la cultura gay. Lei cita in maniera deformante gli studi clinici, i più seri dei quali (cioè quelli non realizzati solo su coppie selezionate da committenti lgtb) attestano invece le difficoltà dei figli di coppie gay. Ma, soprattutto, attribuisce falsità alla dott.ssa De Mari (che non si è mai riferita alla generalità degli omosessuali nei termini da lei descritti), diffamandola: mi stupisce che i moderatori abbiano approvato il suo post, il quale - questo sì - non esprime un'idea, ma incita all'odio verso una professionista che ha avuto il "torto" di ricordare verità cliniche elementari sui pericoli in cui si incorre con le pratiche omosessuali.

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      • AlanBenjo

        21 Marzo 2018 - 12:12

        Gentile GianniM, come ho scritto sopra, invito anche lei ad informarsi.Gli studi più seri sono gli 80 che ho citato sopra (con fattore di impatto e revisione). Tra di essi 5 (cinque) sono critici, e gli autori sono Mark Regneurs e Donald P. Sollunis. Il primo,prezzolato dall'istituto religioso Whiterspoon (500.000$), ha ammesso che i suoi dati,comprati da una società commerciale,non riguardano coppie omosessuali. Il secondo è un prete cattolico di una università privata che ha analizzato dati di 20 anni fa che ancora una volta non riguardano precisamente coppie omosessuali. I restanti 75 studi sono compatti e autorevoli. Silvana De Mari è stata rinviata a giudizio per i suoi insulti e il GIP ha già considerato il luogo a procedere, quindi siamo oltre la mera "opinione" e i miei virgolettati sono della De Mari, precisamente. "Idiota" non è una opinione, è un insulto. Purtroppo l'omofobia è reale, come è reale il fatto che gli omofobi la neghino di fronte persino ai fatti, come fa lei.

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        • GianniM

          GianniM

          22 Marzo 2018 - 00:12

          Per amor di precisione: quando ho scritto che dà i numeri al lotto non intendevo che ha inventato lei quelle assurde proporzioni che pretendono di avvalorare le tesi gay citando studi un tanto al chilo; ma intendevo che ripropone diligentemente sintesi arbitrarie che scelgono fior da fiore gli studi che più aggradano. Per cui le decine di studi che evidenziano i problemi di figli di coppie gay sono ridotti a... cinque (!); per l'impatto e la revisione (figuriamoci). Ma forse neanche lei si è preoccupato di verificare se è a sua volta manipolato...

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        • AlanBenjo

          22 Marzo 2018 - 17:05

          La sua ostinazione GianniM è emblematica dell'atteggiamento ideologico degli omofobi,che non si preoccupano minimamente di giustificare le loro affermazioni, depositari di una improbabile "Verità". Gli studi che ho indicato rappresentano lo scibile della comunità scientifica sull'argomento ed è da complottismi metterla in dubbio senza per altro le prove che io invece le ho fornito, senza pretese come lei di avere la verità in tasca. Se ancora le rimanesse qualche dubbio, la invito a leggere la Sentenza della Corte Suprema della Florida che sulla questione si è espressa in relazione ad una causa di adozione. I giudici, indipendenti, hanno confermato l'affidabilità degli studi (Third District Court of Appeal State of Florida, July Term, A.D. 2010 Florida Department of Children and Families, Appellant, vs. In re: Matter of Adoption of X.X.G. and N.R.G). Ora non le resta che dire che pure la magistratura, oltre la scienza sarebbe corrotta. Come vede io mi sono preoccupato molto più di lei.

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        • GianniM

          GianniM

          22 Marzo 2018 - 00:12

          Guardi, gli idioti sono in tutte le categorie... lei pensa che solo gli omosessuali ne siano esenti? La libertà di opinione contempla il diritto di dire qualche "idiozia" e la pazienza di ascoltare quelle degli altri. Tacciare di "omofobia" - una patologia clinica inesistente - le opinioni critiche verso la cultura gay (io non insulto nessuno) è un atteggiamento gravemente intollerante; invocare la galera è fascistissimo. In secondo luogo, lei ha lasciato intendere che la De Mari si sia riferita alla generalità degli omosessuali (che non vanno sovrapposti agli attivisti gay): neanche il procedimento in corso le imputa questo, per cui le ripeto che lei, anche se può legittimamente criticarla, deformando il significato delle parole della De Mari l'ha diffamata. Infine, io le contesto la qualità del campione - quindi la scientificità - degli studi pro gay; lei fa solo insinuazioni su autori e finanziatori, dando i numeri al lotto (75 a 5?). Ripeto quindi che è anche un manipolatore.

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        • AlanBenjo

          22 Marzo 2018 - 17:05

          Gli omosessuali non sono né meglio né peggio degli altri, non ho mai detto il contrario e non cerchi di fare la vittima. Quanto all'omofobia, correla statisticamente con problemi psicologici (v. lavori del Prof. G. Ciocca). Purtroppo tali problemi spesso impediscono di accettare i fatti e spinge ad evitare accuratamente di fare i conti con la realtà. Lei non critica i gay, ma il fatto che possano essere buoni genitori e lo fa in modo irrazionale, contro le evidenze che dicono chiaramente il contrario (v. mia altra risposta). Non è informato nemmeno su Silvana De Mari. Infatti un procedimento è per diffamazione aggravata del circolo Mario Mieli, mentre un altro è per istigazione all'odio, avendo la De Mari definito gli omosessuali (e non solo i soci del Mieli) "idioti" (in un video youtube) e "nuova razza ariana" (a mezzo stampa). Negare la realtà, ostinarsi a credere cose non vere e a non informarsi e accusare il prossimo senza motivo è tipico dell'omofobo e al limite della patologia.

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        • GianniM

          GianniM

          24 Marzo 2018 - 12:12

          Egregio, lei non cogli la differenza fondamentale che c'è tra di noi. Io le riconosco il diritto di affermare le sue idee, per quanto strampalate, e di contestare me, Langone, la De Mari, chi le pare. Possibilmente senza diffamare (deformando il pensiero altrui) e senza ricorrere alla misera scorciatoia della presunta omofobia, che come tutti gli anatemi (islamofobia, bla bla) denota solo pochezza di argomenti. Lei, invece, ci vuole in galera, e magari al trattamento sanitario obbligatorio (dice che sono "ai limiti della patologia"... l'ho scampata?). Per difendere l'attendibilità degli studi che le piacciono mi invoca una sentenza di tribunale... tana per il manettaro, che affida la credibilità scientifica a un giudice di common law (dimostrando di non capire né la scienza né il diritto). Cosicché le domando: se i giudici assolveranno la De Mari (come è nelle cose: già il pm era contrario al rinvio a giudizio), lei sposerà le idee della dottoressa? Esca dalla bolla propagandistica.

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        • AlanBenjo

          26 Marzo 2018 - 12:12

          GainniM, non è colpa mia se lei non ha argomenti perla sua contrarietà ai fatti che le ho illustrato e motivato.Viceversa è colpa sua se, nonostante tutti gli elementi che ora conosce,giustifica un pregiudizio come il suo o quello di Lagone o della De Mari,che sono ingiustificati.Se vuole ostinarsi nel fare il carnefice confermerà l'omofobia,come chi ritiene un nero inferiore è razzista ed è ridicolo che faccia la vittima quando glielo si fa notare. Razzismo come omofobia vanno combattuti e io non ho evocato né trattamenti sanitari, né manette. La De Mari sarà giudicata dal suo Ordine per aver seminato il panico tra i pazienti con pseduomedicina (e.g. "sindrome dell'intestino gay" o "gay bowel sindrome") e per aver usato termini ingiuriosi (cito: "idioti" "coprofagi") con intenti discriminatori (cito: "nuova razza ariana").Del giudizio discuteremo quando ci sarà. Nessuna propaganda, ma argomentazioni:invito lei, che non ha più argomenti a uscire dalla bolla omofoba.

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