Dopo l'omologazione commerciale ecco quella museale

Camillo Langone

Anche il MADRE è una succursale del MUTO, ovvero Museo Unico della Tendenza Ovvia. Un Bacon e un Bonalumi in un museo d’arte contemporanea sono di prammatica: visto uno, visti tutti

Come esiste un’omologazione commerciale, le vie principali delle città tutte occupate dagli stessi negozi di catena, esiste un’omologazione museale. Un amico tornato da Napoli mi racconta di essere stato al MADRE, ovvero Museo d’arte contemporanea Donnaregina. Cos’hai visto? “C’erano un Bacon e un Bonalumi”. Dunque anche il MADRE è una succursale del MUTO, ovvero Museo Unico della Tendenza Ovvia. Un Bacon e un Bonalumi, o quell’altro che gli somiglia, Castellani, in un museo d’arte contemporanea sono di prammatica: visto uno, visti tutti. Dentro una succursale MUTO non ti accorgi in quale città sei, nemmeno in quale nazione sei, così come non te ne accorgi dentro un negozio Zara o H&M, Mango o Foot Locker: allora perché il contribuente nazionale è chiamato a contribuire? Il museo omologato impari a vivere di biglietti come i grandi magazzini vivono di scontrini. E chi lavora fra capolavori etimologicamente dozzinali (quante dozzine di opere indistinguibili l’una dall’altra hanno firmato i bravissimi e sempre ugualissimi Bonalumi, Castellani, Fontana, Warhol?) non si permetta maggior sussiego di chi lavora fra programmaticamente, onestamente dozzinali mutande Calzedonia.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).