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Una preghiera per il mio lettore

Per un lettore che non c’è più, per un lettore che non c’è ancora. E’ morto un mio lettore e uno scrittore che ha pochi lettori può credere, sbagliando ma non troppo, di conoscere tutti o quasi tutti i suoi lettori, e quando muore un lettore muore una parte di lui.

18 Giugno 2016 alle 06:18

Una preghiera per il mio lettore
Per un lettore che non c’è più, per un lettore che non c’è ancora. E’ morto un mio lettore e uno scrittore che ha pochi lettori può credere, sbagliando ma non troppo, di conoscere tutti o quasi tutti i suoi lettori, e quando muore un lettore muore una parte di lui. Si dice che “quando in Africa muore un vecchio, è una biblioteca che brucia”, ma adesso anche in Italia quando muore un uomo senti che la perdita è irreparabile, che la sua conoscenza non avrà seguito, che le sue letture andranno perdute perché la generazione successiva oltre che numericamente dimezzata sarà neurologicamente distrutta dagli smartphone, e di leggere un libro anche volendo non sarebbe più capace. Il fatto che nelle biblioteche o nelle case di libri ce ne siano ancora tanti è una magrissima consolazione: un libro che non viene letto è un libro morto. Quindi prego per il mio vecchio lettore affinché trovi ad attenderlo, nell’altro mondo, una biblioteca infinita (l’azione del leggere è di per sé un paradiso, io non vorrei fare altro). E prego perché compaia presto il mio lettore nuovo, il lettore destinato a sostituire il lettore che non c’è più, il lettore capace di trarre piacere da un leggere inteso come trasmissione e comunione (esiste la comunione dei Santi ed esiste la comunione dei lettori, il legame di tutti i lettori presenti e passati di un determinato autore). Un lettore che ancora non conosco e che spero esista ma non è detto.

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