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La polemica

Il botta e risposta Montanari-Picierno (con in mezzo Schlein): "Nel Pd clima irrespirabile"

Redazione

Sul referendum lo storico dell'arte attacca i riformisti: "Fanno campagna con Fratelli d'Italia". L'esponente dem: "Da non iscritto vuole decidere chi deve esserci e chi invece no. Cara segretaria cosa diciamo a chi pensa che il Pd debba essere la riedizione di Rifondazione Comunista?"

"Sono mesi che viviamo un clima irrespirabile: sono mesi che alcuni si arrogano il diritto di schernire, ridicolizzare compagni di partito e invitano 'i riformisti' a lasciare la casa che abbiamo fondato. Non è più accettabile e chiedo alla segretaria Elly Schlein di pronunciare parole di chiarezza". Con questo post su X, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha risposto a Tomaso Montanari e ha chiamato il causa la leader dem. Il terreno di scontro in questa battaglia tutta a sinistra riguarda le diverse posizioni del Partito democratico sul referendum sulla giustizia. Lo storico dell'arte, saggista e dal 2021 rettore dell'Università per stranieri di Siena, con un post sui social aveva fatto notare che, mentre il Pd si è schierato per il no, alcuni esponenti della sinistra sono sul fronte opposto e ha citato l'ex ministro Marco Minniti. Ma, è il senso del suo messaggio, almeno da lui "il Pd si è liberato" e aggiunge: "Certo, sarebbe più facile essere creduti se non ci fossero la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, Graziano Delrio, Stefano Ceccanti e tanti altri esponenti del Pd a fare campagna per il Sì con Fratelli d'Italia". Montanari conclude il post dicendo che attende di sapere se "anche loro non fanno più parte del Pd (magari con Gentiloni, Guerini e tutti i destro-renziani che smentiscono ogni giorno la linea della segretaria)".

 

 

Immediata la risposta di Picierno che ha accusato lo storico dell'arte "da non iscritto e non votante" di voler "decidere, dal suo comodo divano di casa, chi deve essere del Pd e chi invece no, e giù la democratica listetta di proscrizione con nomi e cognomi degli indegni non allineati". L'esponente dem ha risposto dicendo che l'accusa di voler fare campagna elettorale per il Sì è soltanto una "scusa" chiarendo sia che molte delle persone chiamate in causa sono schierate per il No sia che lei stessa non la sta facendo: "Mi sono limitata a scrivere quel che penso in poche righe che il mio amico Prof Ceccanti ha letto al convegno 'La sinistra che vota Sì', perché vi piaccia o no, esiste una sinistra che vota sì, ed è pure autorevolmente rappresentata". La vicepresidente si riferisce all'evento di Firenze della settimana scorsa, organizzato da Libertà Eguale, a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera, proprio per spiegare le ragioni di una sinistra che avrebbe votato a favore del referendum.

 

Il vero messaggio però è rivolto alla segretaria del partito. Parlando di "clima irrespirabile", Picierno chiede una risposta: "Cara Segretaria, che gli diciamo a Montanari? Che rispondiamo a Bettini, o a chi come loro pensa che il Pd debba essere la riedizione di Rifondazione Comunista, rimuovendo venti anni di storia? Tocca innanzitutto a te rispondere, prendere posizione, fare chiarezza e sì, difendere la nostra comunità". E conclude amaramente: "Aspetto da molto, aspettiamo in tante e tanti da molto, e continuiamo ad aspettare con pazienza".