L'intervista

“Sul terzo mandato la Lega non faccia passi indietro”. Parla il sindaco di Treviso Conte

Ruggiero Montenegro

"Siamo sempre stati il partito dei sindaci, dei territori. Dobbiamo mantenere la nostra posizione. Ai nostri parlamentari dico di non avere timori. FI e Fdi? Chi è contrario va solo alla ricerca di posizioni", dice il primo cittadino. Il Ponte sullo Stretto? "Da Veneto preferirei un'autostrada da queste parti"

“Credo che su questo tema la Lega debba tenere saldamente il punto. Senza passi indietro. Noi siamo il partito dei sindaci”. Si riferisce, il primo cittadino di Treviso Mario Conte, espressione del Carroccio, all’abolizione del tetto ai mandati per gli amministratori. E parlando con il Foglio spiega perché, dal suo punto di vista, sarebbe importante giungere a questo obiettivo. “O quanto meno ci sia data la possibilità di candidarsi per una terza legislatura. Quando scelgono i cittadini va sempre bene”. 

Conte, che è anche presidente di Anci Veneto, è stato eletto per la prima volta alla guida del comune trevigiano nel 2018, lo scorso anno è arrivata la riconferma. “Entrambe le volte al primo turno”, ricorda. Ma questa sul terzo mandato – dice – “non è una battaglia personale, ma di opportunità. In un periodo in cui far avvicinare persone credibili alla politica è sempre più difficile, noi rischiamo di perdere competenze e professionalità”. La sua battaglia è anche quella di tanti altri sindaci e presidenti di regione, di altri schieramenti politici. Su queste pagine ieri Mattia Palazzi, sindaco di Mantova del Pd, ha sottolineato il paradosso di uno sbarramento che vale solo per quelle cariche in cui i cittadini indicano direttamente la propria preferenza. A differenza di quanto accade per esempio con i parlamentari. “Condivido la sua analisi”, commenta Conte. “E poi, guardi: noi amministratori, al di là delle appartenenze, abbiamo sviluppato un pragmatismo che credo possa rappresentare un valore aggiunto a livello politico”.

Insomma, dobbiamo attenderci presto un fronte comune, pronto a sfidare le scelte che arriveranno da Roma? “Parlare di ‘fronte’ è forse eccessivo, ma se ci concentriamo sui temi e su quel che è giusto fare, non vedo nulla di male quando le persone di buon senso si uniscono in una battaglia comune”. Anche a costo di andare contro i rispettivi partiti? “A livello di sensibilità politiche sul terzo mandato, mi pare di vedere che a favore ci sia certamente la Lega e pochi altri. Spero ci sia un ripensamento”, è l’auspicio di Conte. Lo sta dicendo agli amici di governo? “Le resistenze più forti, mi pare di capire, arrivino proprio da Forza Italia e Fratelli d’Italia”. Con Matteo Salvini che rischia di rimanere schiacciato in questa tenaglia. Cosa dice al segretario? “Ripeto, dobbiamo mantenere la nostra posizione. La Lega è sempre stata il partito del buon governo dei territori. Di questo, Salvini è consapevole e deve continuare a valorizzarci, come ha sempre fatto”. Ben più duro è invece il giudizio sugli alleati, quelli che per esempio in Veneto puntano allo scranno di Zaia. Ci pensa FdI mentre di recente anche l’ex leghista ed ex sindaco di Verona Flavio Tosi, oggi in FI, ha attaccato il governatore. “Chi è contrario al terzo mandato va solo alla ricerca di spazi e posizioni, mentre noi vogliamo dare libertà agli elettori”, dice Conte.

Eppure, anche in Veneto, anche nella stessa Lega, c’è chi lamenta come l’interesse del partito per i territori sia scemato, vedendo Salvini troppo interessato al Ponte sullo Stretto. “Al di là dei congressi locali, che si portano dietro sempre qualche strascico, siamo uniti. Poi se lei mi chiede, da veneto, se la priorità è il Ponte, io le rispondo che la prima scelta per me è un’autostrada da queste parti”, risponde Conte. “Si tratta però di valutazioni diverse. E’ bene non confondere  piano locale e nazionale. Capisco chi è scettico, ma Salvini fa il ministro”.

Nel frattempo, sul terzo mandato, la premier Meloni ha detto ieri di avere un approccio laico, aggiungendo che se ne occuperà semmai il Parlamento. “Purtroppo, mi pare che il discorso non sia all’ordine del giorno. Alla Camera c’è un emendamento della Lega: per quel che mi risulta dovrebbe essere discusso tra gennaio e febbraio. Ma da questo punto di vista sono un po’ preoccupato”, ammette Conte. Prima di concludere con un appello: “Ai parlamentari della Lega dico di non avere timori: chiediamo solo che i cittadini possano esprimersi”.
 

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