Il racconto

Meloni accorpa amministrative ed europee. Il Veglione di Giambruno con Lollo e Arianna

Simone Canettieri

La premier vuole l'election day il 9 giugno, ma prende tempo sulla sua candidatura come capolista. A Capodanno è rimasta a casa, ma il compagno è andato a una festa con la sorella e il ministro cognato

Giorgia Meloni ha in mente una grande festa per il prossimo nove giugno: ha deciso, con un decreto che presto andrà in Cdm, di accorpare il voto delle Europee con quello delle amministrative. Obiettivo: tripudio FdI.

Intanto però a Capodanno niente festone: la premier, reduce da un problema agli otoliti, è rimasta a casa con la figlia Ginevra. E non ha seguito la sorella Arianna, numero due del partito, e il cognato ministro Francesco Lollobrigida a un party organizzato, da una cerchia ristrettissima di amici, in una villa appena fuori Roma. Non c’era la premier, che all’ultimo ha dato forfait, ma ecco Andrea Giambruno, l’ex compagno ricomparso alla festa di Atreju e con il quale ha trascorso il Natale dalla madre di lui a Milano, tornando con lo stesso aereo. Al veglione c’erano gli amici storici della crew meloniana, a partire dall’imprenditore e presidente di “Sport e Salute”, la cassaforte dello sport italiano, Marco Mezzaroma, in grande confidenza con Arianna Meloni (e per ironia dei cognomi fidanzato, secondo “Radio Transatlantico”, con la trentenne giornalista della “Domenica sportiva” Giusy Meloni).

Insomma: Giambruno sì, Meloni (Giorgia) no. Ma evidentemente il giornalista colpito dai fuorionda di “Striscia la notizia” fa ancora parte del gruppo ristretto che ruota intorno alla premier. La Fiamma magica, appunto. Un manipolo di fedelissimi che in queste ore la consiglia sulle sfide che segneranno il 2024. Intanto da ieri l’Italia ha la presidenza del G7 che toccherà il suo acme dal 13 al 15 giugno a Borgo Egnazia, in Puglia. Il primo a fare gli auguri alla premier è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Soprattutto a stretto giro c’è una domanda che aspetta la leader di Fratelli d’Italia alla consueta conferenza stampa di fine anno, rinviata a giovedì dopo due forfait per motivi di salute. Meloni non ha intenzione di dare annunci, sì o no, sulla sua presenza come capolista di FdI in tutte le circoscrizioni. Ne vuole parlare con la coalizione, ufficialmente. Non vuole dare vantaggi tattici a Matteo Salvini, con troppo anticipo. E quindi “sto facendo una valutazione a 360 gradi” potrebbe la scappatoia davanti alla Stampa parlamentare. Le chiederanno sicuramente anche dell’inchiesta su Denis e Tommaso Verdini, padre e fratello di Francesca, compagna del leader della Lega.

C’è il timore che escano nuovi dettagli in grado di coinvolgere il governo – il sottosegretario all’Economia Federico Freni, non indagato, è citato nelle carte – ma la linea di Fratelli d’Italia è un’altra. L’ha esplicitata il 31 dicembre “Ore 11”, il mattinale che fa da bussola agli eletti di FdI, una sorta di agenzia Stefani. “Sul caso delle commesse Anas c’è una indagine in corso, iniziata ben prima dell'insediamento dell’attuale governo, che non coinvolge Salvini, né altri esponenti politici, quindi, attendiamo gli sviluppi”. E’ vero però che le opposizioni chiedono che Salvini riferisca in Aula, ma lui si nega. La situazione, tra solidarietà pelosa e garantismo prêt-à-porter, crea fibrillazioni nel governo. E tutto ricade su Meloni, tornata in forze. Dopo essersi complimentata al telefono con Mattarella per il discorso di fine anno, ha pubblicato una foto sui social per dire che sta bene, augurare un grande 2024 all’Italia, ma anche per attaccare “quei pochi che sono riusciti a polemizzare perfino sulla salute: mi ricordano chi non voglio essere”. Insomma Meloni non ha fatto un Capodanno col botto. A quello c’ha pensato il suo deputato Emanuele Pozzolo dalla cui pistola è partito un colpo che ha ferito un parente dell’agente di scorta del sottosegretario Andrea Delmastro, sempre di FdI, presente al veglione. 
 

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.