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Meloni da Vespa: "La terza rata arriverà. Non ho cambiato idea sul Mes"

"Lavoriamo con la Commissione per inserire alcuni capitoli del RePowerEu nel Pnrr. Non ha senso ratificare il Fondo salva stati se non sai cosa prevede il nuovo Patto di stabilità", dice la premier ospite al Forum in Masseria

Redazione

"La terza rata del Pnrr arriverà". Esordisce così Giorgia Meloni, nella sua lunga intervista con Bruno Vespa al "Forum in Masseria", nella tenuta in Salento del conduttore tv: oltre a lei, sono attesi oggi Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci. Dal Piano di ripresa ("lavoriamo per inserire capitoli del RePowerEu"), all'immigrazione ("un cambio di priorità in Europa"), dalle riforme costituzionali fino al Mes ("non ho cambiato idea"), la premier affronta i principali punti del programma dell'esecutivo, in quasi un'ora di conversazione.

Il capo del governo inizia tracciando il percorso della trattativa di revisione con Bruxelles del Recovery Plan: "È un lavoro sul quale sono ottimista, stiamo trattando con la Commissione per rivedere i capitoli e inserire il RePowerEu", dice Giorgia Meloni. E aggiunge che l'obiettivo del governo è trasformare l'Italia "in un hub di approvvigionamento energetico dell'Europa".

Sul taglio del cuneo, Meloni ribadisce che il governo lavora "per abbassare le tasse". E, in generale, afferma che l'economia italiana "sta andando bene". "Il pil è al di sopra della media europea, abbiamo raggiunto il record storico di contratti, trainati dall'occupazione femminile, alla faccia della precarietà", dice la premier. Proprio la possibilità di rendere "strutturale" il taglio, spiega Meloni, "dipende dalle entrate dello stato e quindi dalla crescita: il governo deve dare i suoi segnali, l'economia risponde e lo sta facendo, ma non è un fuoco di paglia".

In vista della visita in Tunisia di domenica prossima assieme ad Ursula von der Leyen e il primo ministro olandese Rutte, Meloni poi annuncia "il primo pacchetto di aiuti della Commissione che è anche propedeutico a favorire l'accordo con il Fmi". E proprio al Fmi, la premier chiede "un approccio il più possibile pragmatico e non ideologico".

Alla luce dell'incontro con il cancelliere tedesco Scholz e dell'approvazione del nuovo Patto su immigrazione e asilo a Bruxelles, Giorgia Meloni dice che sugli ingressi "in Europa c'è obiettivamente un cambio di priorità". Ribadendo che "l'unico modo per gestire il fenomeno è quello del controllo delle frontiere esterne: la questione non si risolve se non si coinvolgono e non si coopera con i paesi di partenza e di transizione".

La conversazione si sposta poi al tema dei femminicidi. "L'omicidio di Giulia mi ha lasciato senza fiato, ho chiamato la madre perché la prima cosa a cui penso è sempre la mamma", dice Giorgia Meloni. Che poi sottolinea: "È una questione culturale. Nonostante i ripetuti provvedimenti, è un fenomeno che non si riesce a risolvere, ci sono una serie di falle in termini di tempestività e di efficacia". Per la premier le misure vanno accompagnate con "un lavoro di educazione": "Mi piacerebbe portare i parenti delle vittime a raccontare le loro vicende nelle scuole", è l'auspicio della presidente del Consiglio.

Per il capitolo riforme, la premier afferma che l'autonomia differenziata "non è togliere a una regione per dare ad un'altra ma un principio secondo cui, se una regione governa bene le risorse, lo stato prende in considerazione la possibilità di darti altre materie da governare". Mentre sul presidenzialismo, rimarca che "chi governa lo devono decidere gli italiani". Sul modo con cui realizzarlo, Meloni si dice fiduciosa "nella responsabilità anche dei partiti di opposizione". Tuttavia, "se l'approccio dovesse essere dire 'no' a tutto allora chiederemo agli italiani, al referendum, di questa opportunità che stiamo offrendo alla nazione".

"Io non ho cambiato idea sul Mes, è stupido parlarne ora", dice poi la premier in merito alla ratifica del Fondo salva stati. E spiega: "Non ha molto senso ratificarlo se non sai neanche le nuove regole del Patto di stabilità". E sui nuovi limiti di governance economica, Meloni commenta: "La proposta della Commissione non mi convince".

Infine, un ultimo spazio è dedicato alla guerra in Ucraina. "Non si può scambiare la parola pace con la parola invasione: l'unica pace possibile è quella che tiene conto del diritto internazionale e difendendo l'Ucraina costruiamo le condizioni perché ciascuno si sieda al tavolo della pace", conclude la premier.

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