Carlo Calenda e Matteo Renzi a Montecitorio (Ansa)

La conta

La rottura del Terzo polo in Parlamento: Calenda costretto al Misto?

Redazione

Sabato si incontreranno i senatori di Azione e Italia viva, martedì sarà il turno dei deputati: la formazione di due gruppi autonomi sembra inevitabile, con i calendiani costretti al Misto e Borghi che salva i renziani

Dopo il divorzio a parole, ora è il turno dei fatti: i rappresentanti di Azione e Italia viva si incontreranno nei prossimi giorni per stabilire la "futura organizzazione dei gruppi parlamentari", alla luce della divisione ormai consumata all'interno di ciò che fu il Terzo polo. Mentre continua l'esodo dal partito di Carlo Calenda – oltre alla deputata Naike Gruppioni e alla segretaria dell'Emilia Romagna Giulia Pigoni, entrambe passate ai renziani, ieri è stato il turno del segretario del Piemonte Giancarlo Susta – le date sono già state stabilite: sabato si incontreranno i senatori terzopolisti, martedì prossimo toccherà ai deputati. Le polemiche e il rimpallo di accuse non mancheranno. E la formazione di due gruppi indipendenti nei rami del Parlamento, ormai sembra solo una formalità.

Così, come già si presagiva da qualche settimana, il timore dei calendiani rischia di diventare realtà: impossibilitati a formare una lista autonoma, i senatori di Azione sarebbero costretti a entrare nel Gruppo misto al Senato. I numeri parlano chiaro: i rappresentanti di Azione a palazzo Madama rimarrebbero in quattro, mentre la soglia minima richiesta per essere indipendenti è sei. Sono gli stessi numeri che, invece, salvano i senatori di Italia viva: con l'ingresso di Enrico Borghi, strappato al Pd, i fedeli di Matteo Renzi sono saliti esattamente alla cifra richiesta. Una strategia dell'ex presidente del Consiglio messa a punto nei giorni passati a forza di persuasione: tant'è che Borghi, a cose fatte, verrebbe nominato capogruppo di Italia viva al Senato. Per la Camera si vocifera invece come possibile capogruppo dei renziani l'ex ministra Maria Elena Boschi o, in alternativa, il deputato Mauro Del Barba.

C'è, infine, una questione economica, che i parlamentari del Terzo polo avranno ben in mente al momento del confronto fra le due sponde. Perché in gioco, oltre al peso politico, ci sono anche i rimborsi ai gruppi parlamentari, una risorsa fondamentale per le spese dei partiti.

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