la cerimonia

Meloni a L'Aquila per l'anniversario del terremoto. La Russa in ritardo fa slittare il programma

Simone Canettieri

Il presidente del Senato arriva con 50 minuti di ritardo nel capoluogo colpito 14 anni fa dal sisma. Oggi la commemorazione con le istituzioni e la premier 

Dal nostro inviato a L’Aquila. Tutti ad aspettare Ignazio La Russa: il sindaco Biondi, il governatore Marsilio, la ministra Locatelli e sottosegretari sparsi, Prisco e Albano. Più ovviamente le autorità militari locali. L’appuntamento era alle 17 al parco della Memoria ma il presidente del Senato si è presentato circa 50 minuti dopo. “E’ in ritardo”, dicono imbarazzati dal cerimoniale di Palazzo Madama.

Il ritardo di La Russa ha fatto saltare l’agenda perché era in programma una visita a Palazzo Margherita. Niente di tutto questo. Appena arrivata la seconda carica dello stato, la macchina organizzativa si è messa in moto per spostarsi di tutta fretta alla chiesa delle Anime Sante per la messa in ricordo delle 309 vittime del terremoto di 14 anni fa. 

Li alle 18 è arrivata anche la premier Giorgia Meloni. L'Aquila "è un territorio che è stato pesantemente colpito, che ha avuto la capacità e la forza di rialzarsi, di fare il suo meglio per risorgere. Oggi ovviamente continuiamo a fare quel lavoro, i segnali sono stati dati e sono molto importanti: qualche giorno fa il Cipes ha sbloccato 50 mln per la ricostruzione, per le scuole e l'edilizia scolastica", ha detto ai giornalisti prima di entrare in chiesa.  "Abbiamo messo in legge di bilancio 70 milioni di euro, senza emendamenti di risulta, dell'ultimo minuto. Lo abbiamo fatto come scelta strategica per garantire la tenuta dei bilanci del territorio e perché c'è bisogno di fare di più sulla ricostruzione pubblica". 

 

Sul ritardo di La Russa interviene il suo portavoce Emiliano Arrigo: "In merito a quanto riportato da alcuni media si fa presente che l'arrivo a L'Aquila del Presidente del Senato, inizialmente previsto per le ore 17, è stato successivamente posticipato per esigenze organizzative non a lui attribuibili. L'orario definitivo è stato indicato al Presidente dagli uffici competenti e tale orario è stato rispettato". 
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.