L'asse del centrodestra

Sui migranti il Ppe è d'accordo con il governo Meloni. E rilancia i dati parziali del Viminale

Antonia Ferri

Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo, e Guido Crosetto sono sulla stessa lunghezza d'onda: tra le accuse di scarsa solidarietà lanciate a Francia e Germania e l'idea che per le navi delle ong serva un codice di condotta speciale

Manfred Weber, presidente del Ppe, sottolinea sul Corriere che il mare non è controllabile come i confini territoriali e che uno stato dovrebbe "poter decidere chi è benvenuto nell'Ue", mentre Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano, dice alla Stampa che bloccare i migranti per venti giorni sulle navi umanitarie sia stato un modo efficace "per porre la questione [dell'immigrazione, ndr] a tutta Europa". Entrambi sono convinti che l'Unione europea - e soprattutto paesi come Francia e Germania - lascino l'onere dell'accoglienza a un'Italia abbandonata. Così come sono concordi sul fatto che l'intenzione che aleggia intorno al ministero dell'Interno, ma che non è mai stata ufficializzata, di creare un codice di condotta specifico per i salvataggi in mare da parte delle ong possa scansare il rischio di una collaborazione tra gli scafisti e le navi (che tuttavia resta un'illazione mai accertata in nessuno dei processo che vede imputate le organizzazioni non governative che soccorrono i naufraghi).

 

Il presidente dei popolari e il ministro rilanciano i numeri che risuonano da giorni: 117 e 38. I 117 ricollocamenti nell'Unione di richiedenti asilo, completati nell'ambito del meccanismo di solidarietà europea su base volontaria. E 38, i migranti che dall'Italia sono potuti andare in Francia. Entrambi sottolineano che degli 8.000 ricollocamenti previsti ben pochi ne sono stati portati a termine. Tralasciano, però, i dati dell'Eurostat sulle domande di asilo, nei quali l'Italia figura quarta dopo Germania e Francia, e che registrano rispettivamente 190 mila e 120 mila richieste. Così come ignorano l'aiuto economico - anch'esso nell'ambito del meccanismo di solidarietà - di cui l'Italia è maggior beneficiaria tra tutti i paesi membri. 

  

Ieri si è discusso della questione migratoria sia a Bruxelles, al vertice europeo dei ministri degli Affari esteri, dove ha presenziato Antonio Tajani, sia in Italia, dove Guido Crosetto ha trovato per le navi ong una nuova definizione, quella di "centri sociali galleggianti": "Ho voluto dire che non hanno una missione partica. Ma sono ideologiche e si sono mosse nella totale assenza di ogni regola", chiosa, nell'intervista alla Stampa. Allo stesso modo Weber si dice favorevole a un trattamento diversificato per le navi umanitarie: "Potrebbe aiutarci a organizzare le cose in modo migliore". Eppure le navi ong così come tutte le navi, comprese quelle mercantili, sono già regolamentate dalle norme internazionali. Questo concetto è stato chiarito al governo italiano proprio ieri sia da parte della portavoce della Commissione europea Anitta Hipper ("Non facciamo differenze tra le navi ong e le altre"), sia dalle dichiarazioni da parte tedesca dell'ambasciatore in Italia Viktor Elbling ("Loro salvano le vite laddove l'aiuto degli stati manca"), nonché della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock.