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L'intervista

Green pass e rinnovabili: “Siamo un'isola verde”, ci dice Solinas

Annalisa Chirico

Il presidente della Sardegna dice sì a obbligo vaccinale e investimenti energetici. Salvini traballa? “Macché, è un leader”

A Christian Solinas il green pass non dispiace affatto. “E’ uno strumento di libertà, non una costrizione. Se lo estendiamo ai lavoratori pubblici e privati, mi sembra una cosa di buon senso. E’ un’opportunità per tornare a una nuova normalità”. La pensa così il presidente della Sardegna, che segue il dibattito su No vax e Sì vax con “insulare” distacco. “In Parlamento è giusto che si esprimano sensibilità diverse, chi governa ha il dovere della concretezza”, dice Solinas al Foglio. “Sono stato il primo a proporre un green pass sotto forma di passaporto sanitario, mi hanno inondato di critiche e adesso va bene a tutti. All’epoca c’erano soltanto i tamponi, poi è arrivato il vaccino che ha alimentato ulteriori polemiche. Abbiamo vissuto periodi di lockdown in cui era proibito circolare: se adesso possiamo riprendere le nostre attività in sicurezza grazie a un certificato, ben venga”.

 

Il tar della Sardegna ha confermato la sospensione dei sanitari No vax. “Il tribunale ci ha dato ragione quando abbiamo disposto la sospensione per medici e infermieri contrari al vaccino. L’esperienza maturata durante la prima ondata pandemica ci ha insegnato che i pericoli maggiori vengono dagli operatori sanitari positivi che diventano super diffusori, perciò serve un livello di cautela rinforzato”. Lei è favorevole anche all’obbligo vaccinale? “L’obbligo vaccinale l’ho vissuto sin da bambino, quando i miei genitori mi hanno accompagnato a effettuare le prime inoculazioni. Non mi sono mai sognato di metterle in discussione. Se oggi la comunità scientifica dice che il vaccino anti Covid è sicuro, dobbiamo fidarci”. Lei, da segretario del Partito sardo d’azione, già senatore eletto con il Carroccio, è annoverato tra i governatori “leghisti” a disagio con la retorica Nì Vax. “Il Parlamento è l’organo rappresentativo di opinioni diverse, la responsabilità di governo è un’altra cosa. Il decisore pubblico deve tener conto delle certezze scientifiche. Se le chiedessero di costruire un ponte, lei si affiderebbe a un ingegnere o a un musicista?”.

La leadership di Matteo Salvini è sotto attacco? Non ne comprenderei le ragioni. Tutti riconoscono a Salvini il merito di aver portato la Lega a una crescita poderosa raggiungendo un consenso a doppia cifra. Salvini ha condotto la Lega al governo e al Parlamento con truppe più numerose rispetto al passato. Ha la capacità di leggere la situazione politica e di percepire il sentimento dell’elettorato leghista meglio di chiunque altro”. Lei ha partecipato alla riunione di Salvini con i governatori leghisti che ha partorito le famose cinque proposte su campagna vaccinale e green pass. “Esatto, abbiamo fissato cinque punti che tagliano ogni polemica. Ho frequenti contatti con i miei colleghi delle regioni del nord, veniamo convocati da Salvini e lavoriamo bene insieme”.

 

Giorgia Meloni, secondo certi sondaggi, avrebbe compiuto il temuto sorpasso… “Ma i sondaggi sono volatili, anzi sono un simpatico esercizio. Se ci sarà il sorpasso, lo diranno gli elettori”. Con il Pnrr i presidenti di regione avranno un gran daffare: una missione possibile? “Negli ultimi dieci anni le competenze in capo ai governatori sono aumentate esponenzialmente senza riconoscere strumenti adeguati per esercitare al meglio queste funzioni. Dobbiamo fare i conti con molteplici livelli di governo che si sovrappongono, con i poteri polverizzati tra stato, comuni, città metropolitane, autorità portuali…”. Si parla di 112 impianti nuovi, in Sardegna, tra eolico e fotovoltaico. C’è chi teme che la transizione ambientale trasformi la Sardegna in una “servitù energetica”. “Noi guardiamo con interesse a ogni azione volta a realizzare la neutralità climatica. La Sardegna, già isola ‘verde’ per il suo paesaggio, può ambire a diventare un’eccellenza nella produzione e consumo di energia rinnovabile. Come in ogni cosa, serve buon senso per evitare di trasformare la nostra terra in un gigantesco campo fotovoltaico al servizio dell’intera penisola”. Verde con juicio? “Esistono soluzioni poco impattanti come l’idroelettrico e il geotermico. Serve una programmazione organica basata sulla condivisione con il territorio”. Ma i 112 impianti, previsti dal Pnrr, le risultano o no? “Non abbiamo documenti ufficiali che riportino questi numeri”.

Intanto il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini le ha affidato l’incarico di commissario alla Viabilità. “La Sardegna ha un indice di industrializzazione che è circa la metà di quello nazionale, con uno sviluppo infrastrutturale dimezzato rispetto al resto del paese. Sulla necessità di sbloccare i cantieri la sintonia con il governo è totale. Abbiamo perso troppo tempo su arterie fondamentali come la dorsale 131, che collega nord e sud, l’orientale e la sulcitana, per non parlare della Olbia-Palau che alimenta uno dei più importanti flussi turistici della regione”. Qual è il principale fattore di lentezza? “Abbiamo adottato una normativa più farraginosa di quella europea, la definirei una normativa ‘ossessiva’ che allunga a dismisura i tempi per l’aggiudicazione degli appalti e la realizzazione delle opere”. Dopo i ritardi iniziali, la campagna vaccinale ha ingranato la marcia anche in Sardegna. “Abbiamo superato il milione di immunizzati, c’è una risposta forte tra i giovanissimi. In estate, con la ripresa del turismo, abbiamo avuto otto milioni di presenze senza impennate nei contagi. Siamo ancora regione bianca e speriamo di restare tali”.
 

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