Il Campidoglio come un talk show

A Roma il centrodestra sta facendo un casting tv per scegliere il candidato sindaco

Massimo Giletti, Gennaro Sangiuliano, Nicola Porro, altro che primarie! Con la lista dei possibili sindaci di Salvini e Meloni c'è da riempire un palinsesto

Carmelo Caruso

Non cercano un candidato sindaco per Roma, ma sognano il “conduttore sindaco”, il vip “famolo strano”, l’amministratore che non amministra, l’uomo che non copre le buche ma che buca lo schermo. Altro che primarie! C’è da riempire un palinsesto. A destra lo hanno chiesto, e davvero, a Massimo Giletti che in verità è già alla sua bis-candidatura. Stava ragionando se candidarsi a sindaco di Torino, lui che è di Biella, piemontese, “un giorno potrei davvero fare politica. I ‘gilettini’ perché no?”. E però, Giorgia Meloni lo vorrebbe a Roma e Matteo Salvini, che non ha ancora un nome potrebbe dire sì, ammicca: “Massimo è un amico”. E lui che è amico di Salvini starebbe prendendo tempo e gli piace la lusinga che aumenta lo share della sua “Non è l’arena”. Ma ci sarebbe anche Raidue. Non si dica che la Rai non offra candidati di qualità. Di tutto, di più. C’è infatti Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, altra riserva. E’ l’Enzo Biagi degli autocrati. Libri su Putin, Trump, Xi Ping. C’è anche lui nel casting che da ieri vanta Nicola Porro (quota Mediaset) che è destinato a giorni alterni o alla guida di Forza Italia o alla guida della Capitale.

 

Come è iniziato tutto? Il primo fu l’attore Massimo Ghini (“potrei fare il sindaco di Roma”) e la sua provocazione era sembrata così vera che se ne occuparono per giorni i quotidiani e le radio di Roma che della città sono i grandi elettori. Per le elezioni suppletive si pensò niente meno che a Claudia Gerini. Non se ne fece nulla ma solo perché si candidò Roberto Gualtieri. Ha ragione insomma Carlo Calenda che non accetta le primarie del centrosinistra, i caminetti, le alleanze. A Roma basta il telecomando.