In Toscana, Susanna Ceccardi a mezzo punto da Eugenio Giani

David Allegranti

Un sondaggio Winpoll-Cise dà la candidata del centrodestra a un passo dal centrosinistra. Come si è arrivati a questo punto?

Susanna Ceccardi a mezzo punto da Eugenio Giani (42,5 contro 43 per cento). Il sondaggio Winpoll-Cise pubblicato sul Sole 24 Ore racconta con i numeri quello che il Foglio ha cercato di spiegare qualche giorno fa: la Toscana è contendibile, così come lo era l’Emilia-Romagna. Le differenze però con la partita giocata dal centrosinistra in Emilia-Romagna sono notevoli: in Toscana non c’è Stefano Bonaccini (presidente uscente che poteva portare i risultati del suo primo mandato, a differenza di Eugenio Giani, che deve prendere il posto di Enrico Rossi rivendicando una certa discontinuità); le sardine sono praticamente assenti; non si è innescata la stessa dinamica del TTS - Tutti Tranne Salvini - che a inizio anno ha consentito al Pd di mantenere la Regione.

 

“La Toscana vuole cambiare governo e non è difficile capire perché. Mentre noi parliamo di realizzare infrastrutture, migliorare la sanità, rendere efficienti i servizi di gestione di acqua e rifiuti e abbassare la pressione fiscale, gli altri tentano di demonizzarci diffondendo bufale”, dice Susanna Ceccardi, candidata di centrodestra: “Renzi, Rossi, Zingaretti fanno quadrato intorno al loro candidato che considerano debole e lo commissariano già adesso in campagna elettorale, figuriamoci dopo”. Il Pd adesso probabilmente cercherà di politicizzare la competizione, puntando molto sul rischio Salvini (o Meloni) e l’allarme fascismo alle porte. Giani però ha diversi problemi, a partire dalle sue liste. Mentre in Campania, De Luca può contare su liste personali in grado persino di superare il Pd, quelle civiche intorno al candidato toscano sono molto deboli. Orgoglio Toscana avrebbe dovuto essere la lista “Giani presidente” ma gli alleati glielo hanno impedito. L’altra, Sinistra Civica Ecologista, è un fritto misto di sigle di sinistra che i toscani fanno fatica a riconoscere. Per non parlare di Svolta, la lista degli ex grillini e altri ex di varia estrazione. Ecco perché per Giani la competizione è più complessa anche se non impossibile.

  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.