tutti liberisti, tutti colpevoli

Liberista a chi? Liberista ci sarai!

Redazione

Paragone contro il M5s. Dibba accusa Meloni. Fassina si scaglia contro il Pd, che se la prende con Salvini. Tutti, in Italia, hanno qualcuno a cui dare del liberista. Ma i liberisti veri dove sono?

Gianluigi Paragone fonda un nuovo partito e dice che è l'unico partito di cui si sentiva la mancanza, ché tutti gli altri sono "in sintonia con la struttura liberista dell'Unione europea". Pure il M5s? "Pure il M5s", assicura lui, che del resto sotto il simbolo con le 5 stelle s'è fatto eleggere al Senato, due anni fa, salvo poi prenderne sempre più le distanze da quando Di Maio e Grillo, liberisti, hanno deciso di allearsi col Pd. Patto scellerato, disse allora Paragone (già conduttore della Gabbia sulla rete privata di quel bieco liberista che è Urbano Cairo), perché "questa sinistra è una destra neo-liberista".

  

Verrebbe allora da supporre che almeno la destra sia immune al liberismo. E invece no. Perché Alessandro Di Battista – uno che in due anni passati a bighellonare tra il Sud America e l'Iran, dove giurava di aver "visto ancora una volta gli effetti nefasti del liberismo", ora si candida a guidare il M5s con "un manifesto ambientalista e antiliberista", ma che restando nel M5s è tutt'ora, secondo il metro di Paragone, un liberista – Alessandro Di Battista dice che no, manco la destra è vaccinata contro il virus del liberismo. Perché, scrive Dibba sul Fatto (ma il Fatto è liberista?), "Salvini e Meloni si fingono populisti per racimolare consensi, ma quando hanno ricoperto incarichi rilevanti hanno lavorato per indebolire lo Stato centrale a vantaggio di quel sistema liberista che dicono di voler combattere". Liberisti due volte, insomma. D'altronde anche Thomas Fazi, quello della casa editrice (liberista?) di cui Dibba avrebbe dovuto dirigere la collana di saggistica, ha sentenziato pure lui che "Salvini è un liberista fuori dal tempo".

 

Concorda d'altronde anche Emanuele Felice, neo responsabile economico del Pd (quello che "Il riformismo è il meno peggio"), giunto al Nazareno con l'obiettivo di archiviare "la stagione del liberismo renziano" e che però, dice Paragone, è lui stessa liberista. Ma Felice non ci sta: dice pure lui che Salvini è "liberista", perché disprezza i sindacati ed esalta la sanità privata, e pure Putin è liberista, ché come il suo amico Matteo è per la flat tax. E col dire questo, Felice pensa di salvarsi dalla pandemia liberista. E invece no, perché Stefano Fassina, già viceministro dell'Economia del governo liberista di Enrico Letta, sotto la guida liberistissima del Pd di Matteo Renzi, dice che "questo Pd – quello, cioè, di Zingaretti e Felice – è un'espressione di sinistra liberista". Tiè.

 

E dunque, ricapitolando. Liberista l'Europa, liberista il M5s, liberista il Pd. Liberisti pure Salvini e la Meloni, liberista ovviamente Renzi. E viene il dubbio, allora: ma oltre a Paragone e Fassina, esistono dei non liberisti, in Italia?