E lui, Fraccaro, non pareva più neanche quasi un fedelissimo del ministro medesimo, da quanto si era fatto immobile, statuetta posata sul comò di Palazzo Chigi. Prima viene il ruolo (il suo), pareva essere diventata la linea guida: un ruolo di cui Fraccaro si era in qualche modo invaghito durante il Conte 1, osservando l’allora sottosegretario leghista
Giancarlo Giorgetti. E però la carica non fa l’uomo e viceversa, tanto più che per quella carica, agli albori del Conte 2, si era pensato, nel M5s, a
Stefano Buffagni, ora viceministro al Mise, così come nel governo Conte 1 si era pensato a Fraccaro per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti poi andato a Danilo Toninelli. E la conquista della carica, per Fraccaro, è stato
il peccato originale: arrivata
la partita delle nomine, con le riunioni nel suo ufficio dei referenti dei partiti e con Alessandro Di Battista a criticare da lontano (e a scrivere un appello firmato anche dalle ex ministre a Cinque stelle Barbara Lezzi e Giulia Grillo), è partita anche la rivolta interna contro il sottosegretario, con tanto di assemblea densa di j’accuse. E’ stato
il caso Eni, in particolare, con la riconferma ad amministratore delegato di
Claudio Descalzi, a provocare lo scontento nel M5s, e uno iato di toni e pensieri tra Fraccaro e la fronda, con contorno di campagna anti Descalzi sul Fatto quotidiano e poi nomina alla presidenza di Eni di
Lucia Calvosa, componente del cda di Seif, società editrice del Fatto stesso. Idem per Enel: resistenze interne e mugugni anti-Fraccaro. Il quale Fraccaro ancora di più si è rifugiato nell’ombra di Conte, tra visibilità (ma istituzionale) e invisibilità, e tra impegni pubblici e vita in famiglia, con figli e moglie ascoltatissima, al netto del non sempre decifrabile portavoce. E mentre l’estate avanza e il governo si barcamena, Fraccaro si mimetizza dietro a post di trasparente, innocua grandeur: “Manovra economica senza precedenti”, “risposte ambiziose alla crisi”, “guardare con più forza al futuro”. Quale futuro? Intanto, forse, il suo.