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W il partito degli ex premier

Amato, Gentiloni, Renzi, D’Alema, Monti… Le parole d’amore che Prodi ha rivolto al Cav. illuminano qualcosa di più importante di un retroscena: la presenza di una classe dirigente trasversale che contro le scemenze populiste parla la stessa lingua

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

10 Luglio 2020 alle 06:16

W il partito degli ex premier

Silvio Berlusconi e Romano Prodi nel 2008 (foto LaPresse)

Se li mettessero tutti insieme in un’unica stanza probabilmente si ritroverebbero a vivere una scena non troppo diversa dalla mitica riunione condominiale messa in scena in “Fantozzi subisce ancora”, quando il ragioner Ugo si decise ad affrontare i suoi condomini, rigorosamente armati di mattarello, solo dopo essersi assicurato di aver poggiato in testa un elmetto piuttosto solido. Se li mettessero tutti insieme in un’unica stanza, probabilmente si ritroverebbero a litigare dopo pochissimi secondi, scambiandosi tutti un qualche simpatico sganassone, facendo...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • Andrew

    Andrew

    10 Luglio 2020 - 18:37

    Il teologo Hans Balthasar, ironicamente, si domandava: “Perché caricarsi del passato, se dobbiamo guardare il futuro?”. Una grande provocazione per la Chiesa, ma non per la politica. Prodi lancia un insolito masso nel mezzo del dibattito politico dichiarando che “Non è certo un tabù l’ingresso di Silvio Berlusconi e Forza Italia in maggioranza. La vecchiaia porta saggezza”. Quindi, l’ontologicamente “colpevole” Berlusconi, per un quarto di secolo individuato dalla sinistra, di cui il professore Prodi è stato mente e anima, come l’incarnazione del Male può riscattarsi dall’oscurità assurgendo all’iperuranio del Bene. Il fatto che il processo di assunzione nei migliori si completi con un convinto sostegno alla candidatura Prodi per il Colle è solo questione di dettaglio. O forse è indizio di un ritorno alla vendita delle indulgenze? Comunque, l’assoluzione morale del Cav per la sinistra resta un grosso rospo da mandare giù. Nessun dramma, i compagni sanno metabolizzare l’indigeribile.

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  • kriszt49

    10 Luglio 2020 - 17:31

    Leggendo i commenti dei lettori ci si rende conto quanto pessimismo e quanta mancanza di fiducia abbiamo nei confronti dei nostri politici, compresi gli ex più illustri citati dal Direttore. Come conseguenza della serie di delusioni è da considerare anche il successo delle destre sovraniste, antieuropeiste come Lega e FdI. A questo punto direi, ben vengano le condizioni poste dall'Ue per ottenere il Recovery Fund, cioè la richiesta di fare le riforme per ottenere i soldi di cui gli italiani hanno urgente bisogno. Niente riforme, niente denari. Potrebbe, dovrebbe essere la volta buona, la spinta per farle finalmente queste benedette riforme. Comunque, i vari Gori, Nardella, Bonaccini e naturalmente Renzi intrigano anche me. Di spazio ce n'è per tutti, almeno spero. kriszt49

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Luglio 2020 - 15:12

    Ci giriamo intorno, altro non possiamo fare. Il Cav e Renzi provarono a rimuovere il macigno dei contrari alle riforme, partendo dall'unico modo che potesse concretamente attuarle: la riforma della Carta. Fuori da questo, solo chiacchiere e toppe inconcludenti. Nessuno dei due e, questo la dice lunga, ottenne che i due terzi del Parlamento votassero compatti per le due proposte. I referendum confermativi le bocciarono ambedue. L'europeismo, il sovranismo, il populismo, c'entravano come il cavolo a merenda. Solo feroci tigne ideologiche stratificate, interessi terreni trasversali, lotta per il potere e il rifiuto istintivo e interessato per le riforme della frammentazione politica, alla base dei due No. In sostanza siamo ancora lì. Spostare la contesa dal binomio destra-sinistra al binomio europeisti-sovranisti, non supera, le ragioni dell'avversione alle riforme. Ben sanno in Eu, che non siamo capaci di fare riforme strutturali. Le chiedono apposta. Il Mes? Frivolezze diversive.

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  • Yogurt

    10 Luglio 2020 - 12:53

    Amarcord: Amato, furto manolesta del 6x1000 in una notte di Esperanto; Gentiloni, retrocesso da premier italiano a n.ro 2 di Dombrowskis e non si ricordano di lui scatti di ingegno durante il premierato; Renzi, dal 40 al 3% non si può fare il "bufalo" tra le "mucche" grasse; D'Alema, non si ricordano grosse imprese durante il suo premierato e non voglio ricordare i bombardamenti a Est; Monti, meglio un "seggìo" a vita al senato che continuare in politica partitica....Cerasa, Fellini solo nei film prego .

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