Gunter alles

Luciano Capone

Il paese ha bisogno dei consigli degli scienziati, non dei cialtroni e dei ciarlatani. Via Pauli da Chigi, grazie

Roma. Per la più grande emergenza del Dopoguerra il governo ha scelto come consulente un tizio che scrive favole e racconta balle. Era il 28 febbraio, quasi un mese fa, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte arruolò lo scrittore belga Gunter Pauli, in coppia con l’economista Mariana Mazzucato, come consigliere di Palazzo Chigi per le misure di contrasto degli effetti economici del coronavirus. I due avrebbero dovuto lavorare alla stesura dei vari decreti anti-coronavirus che si sono susseguiti nelle scorse settimane. Ma, proprio nel momento in cui l’economia è in lockdown e c’è bisogno di pensare alla risposta immediata per chi non lavora e a come far ripartire nel breve periodo la produzione in maniera sicura, non si sa cosa stiano facendo. Quale contributo stiano dando alla soluzione di uno choc economico senza precedenti. 

 

Mariana Mazzucato, dopo un colloquio con Conte, è sparita dalla circolazione. Mentre il più attivo è Gunter Pauli, particolarmente su Twitter, da dove cinguetta perle di saggezza, soluzioni e consigli basati sulla “blue economy”, la filosofia economica da lui inventata, che sarebbe una specie “green economy” però blu. Questo scrittore di favole ecologiche per bambini, arrivato a Palazzo Chigi in quota Beppe Grillo, di cui è amico, rappresenta il peggio della cultura del M5s: decrescita economia e pensiero antiscientifico. Un mix letale per l’emergenza coronavirus, dove la crisi economica è indotta da un più grave problema scientifico-sanitario. Ed è sulla base di queste idee balzane che Gunter Pauli consiglia il governo via Twitter, da dove pensa addirittura di aver scoperto la causa della diffusione del virus: il 5G. “La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto. Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea coperta dal 5G? Il Nord Italia”.

 

Se non fossimo in una situazione drammatica, con la sanità in crisi, un bollettino di guerra recitato ogni santo giorno alle 18, gli ospedali stracolmi e anche i cimiteri, verrebbe da sorridere di fronte alle cialtronate contro il 5G del consigliere di Conte. Che ricordano gli ammonimenti di Carlo T., un simpatico signore che negli anni Ottanta girava con un carretto per le strade di Milano urlando: “Popolo bue, ti uccidono con l’onda!”, riferendosi a fantomatici “impianti a onde” della Chiesa. Il problema è che nessun governo aveva mai pensato di assumere il signor Carlo T. per affrontare la crisi della lira. Ma ciò che rende grottesca questa situazione tragica è che l’affermazione scientificamente infondata di Pauli è una dura accusa nei confronti del governo (e del partito) che l’ha assunto: la logica conseguenza dell’insinuazione di Pauli è che la responsabilità della diffusione dell’epidemia sarebbe proprio di Conte e Di Maio (da lui sempre taggati nei tweet), che da premier e ministro dello Sviluppo hanno avviato il progetto sul 5G. Non a caso, una risposta polemica a Pauli è arrivata da Marco Bellezza, ad di Infratel, ed ex consigliere di Di Maio al Mise sul 5G: “Se avessimo un’infrastruttura 5G in tutto il paese avremmo servizi di telemedicina più performanti e meno necessità di ospedalizzazione”.

 

Gunter Pauli, che è anche presidente dell’azienda italiana Novamont che si occupa di bioplastiche, è noto perché è riuscito a convincere il governo cinese a portare il suo libro di favole nelle scuole elementari. E lo stesso progetto cinese, quello di portare le sue “Favole green” in tutte le scuole italiane, era stato avviato dall’ex ministro M5S dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (colui che aveva nominato consulente Vandana Shiva, un’altra che diffonde bugie e teorie antiscientifiche).

 

Prima della sparata sul 5G, Gunter Pauli ha suggerito al governo – sempre via Twitter – di usare contro Covid-19 l’emoglobina di alcuni vermi di mare, scoperta da un tizio francese, che sarebbe capace di trasportare molto ossigeno: “5 mila dosi gratuite di biotecnologia farmaceutica pronte per la zona del disastro del virus”. E prima ancora del verme di mare scriveva: “La soluzione non è più disinfezione: la soluzione è rafforzare il nostro sistema immunitario con aria, acqua e cibo salutari”. In un altro tweet, poi rimosso per la valanga di reazioni negative, Pauli scriveva che grazie al coronavirus “la Terra sta respirando di nuovo”, proprio mentre l’economia soffoca e migliaia di persone muoiono di una malattia respiratoria. Se c’è qualcosa che si è capito da questa crisi è che il paese ha bisogno dei consigli delle persone competenti e degli scienziati, non dei cialtroni e dei ciarlatani. Non servono né scrittori di favole né contaballe. Palazzo Chigi prenda le distanze da Pauli.

Di più su questi argomenti:
  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali