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Come se la ride Di Maio a osservare Crimi, Taverna e Toninelli

Nella terra dei ciechi beato il monocolo. “Li lascio fare e mi richiameranno”, diceva a gennaio. Potrebbe succedere davvero

7 Febbraio 2020 alle 06:00

Come se la ride Di Maio a osservare Crimi, Taverna e Toninelli

(foto LaPresse)

Roma. Beati monoculi in terra caecorum. Se fosse appena plausibile sospettare che Luigi Di Maio conosca un po’ di latinorum non avremmo dubbi: ecco cos’ha pensato el pibe de oro di Pomigliano quando ha deciso di far finta di dimettersi, quando al Tempio di Adriano, qualche settimana fa (come dimenticarlo?), si è sfilato la cravatta e con un franco sorriso pieno di denti – simile a un elegante antropoide svegliato a fatica – ha scandito in termini di dubbia consequenzialità...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    07 Febbraio 2020 - 08:58

    Se ride lui, figuriamoci noi. Un suo ritorno non ricostituirebbe affatto la situazione di prima (sai che soddisfazione), ma porterebbe le tensioni a un altro limite tra gente che non si sopporta più. Ma, esattamente come molti separati che rimangono in casa non potendo permettersi la separazione, continueranno a convivere sempre più rancorosi. È comunque gente abituata a cibarsi di rancore.

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