“La Lega è pronta a votare per la revoca ad Aspi”, ci dice Rixi

Valerio Valentini

Il deputato ligure, già sottosegretario ai Trasporti nel governo gialloverde: “Ne parlerò con Matteo Salvini ma sono convinto che acconsentirà”

Roma. Di fronte alla perplessità di chi lo ascolta, Edoardo Rixi si ferma e scandisce bene le parole: “Sì, proprio così. Noi della Lega siamo pronti a votare a favore della revoca totale delle concessione ad Autostrade”, dice il deputato ligure, già sottosegretario ai Trasporti nel governo gialloverde. “Ne parlerò domani con Matteo Salvini”, prosegue, “ma sono convinto che acconsentirà”. E se gli si fa notare che all’epoca del Conte uno erano proprio loro, gli uomini del Capitano, a trattenere gli slanci più scomposti del M5s contro i Benetton, lui ribatte: “Sì, ma c’è un limite a tutto. Le frasi di Oliviero Toscani sono l’ultima di una serie di offese alle vittime del ponte Morandi”. E infatti subito il manipolo dei deputati liguri si dispone in linea, a beneficio di fotocamera (sarebbe vietato, alla Camera, ma vabbè) reggendo dei cartelli con su scritto: “A noi interessa”. Ce l’hanno appunto con Toscani, che in radio si era espresso in maniera infelice. “Se non altro per il rispetto di quarantatré vittime e dei loro famigliari, poteva stare zitto”.

 

Poi, certo, oltre l’indignazione c’è la politica. E anche quella, soprattutto quella, conta, nella decisione dei leghisti. “Lanciamo un amo nello stagno di Luigi Di Maio”, dice Rixi. Perché è chiaro che, dopo la possibile delusione sulla prescrizione, i grillini si ritroveranno nell’arco della stessa tribolata settimana a dovere rinunciare anche al vessillo della crociata contro Aspi. Anche i più intransigenti del M5s si sono infatti rassegnati all’insostenibilità della revoca totale, innanzitutto da un punto di vista economico. Al punto che, al massimo, proveranno fino all’ultimo a strappare quantomeno la revoca sul tratto della A10 che passa per Genova, quello del Morandi. Ma ora, la proposta della Lega arriva come una dolce tentazione a riaccendere le speranze dei grillini, e insieme a quelle le divisioni interne al gruppo. “Se pure fosse una trappola, ci cadrei ben volentieri”, dice infatti, appena gli viene riferita la voce, Roberto Traversi, il sottosegretario del M5s ai Trasporti, pure lui ligure. “Ma finché non lo vedo nero su bianco, non mi fido”. Sta di fatto che nella Lega ci credono davvero. Almeno a giudicare dall’insistenza con cui Giancarlo Giorgetti chiede ai suoi fedelissimi di tenerlo aggiornato sui movimenti interni alla truppa grillina: “In quanti seguirebbero Di Maio, se dovesse rompere?”. Calcoli complicati, nel marasma a cinque stelle.

 

Ma se l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi pensa più che altro alle possibili trappole per il governo, così da accorciare l’agonia leghista all’opposizione, Rixi ha evidentemente anche un altro obiettivo: le regionali liguri di maggio. “Certo, lì il tema delle concessioni è molto sentito”, spiega.

 

E la Lega non vuole certo lasciarlo solo al M5s, tanto più se alla fine si salderà davvero l’alleanza tra i grillini e il Pd nella sfida per il dopo-Toti. “Noi vi stiamo aspettando, eh”, dice Andrea Orlando, spezzino, incrociando in Transatlantico Sergio Battelli, volto noto del M5s a Savona e dintorni. “Anche noi stiamo aspettando”, ribatte il grillino. “Aspettiamo la riunione di domani”. Cioè di oggi: perché stamane, a Roma, ci sarà l’incontro decisivo per definire la strategia. Ci saranno Vito Crimi e Danilo Toninelli, responsabili della campagna elettorale, insieme al deputato genovese Marco Rizzone. E dipendesse dai parlamentari del M5s, l’accordo sarebbe cosa fatta.