Marcello Foa (foto LaPresse)

Lo spasso del Foa anti fake news

Redazione

Il presidente Rai si schiera contro le notizie false, di cui è un sintomo

In un’epoca in cui Davide Casaleggio, il proprietario di un sito che controlla un partito multato dalle autorità perché scadente e manipolabile nelle procedure di voto, va a parlare di democrazia diretta alla Nazioni Unite c’è da aspettarsi di tutto. Anche che Marcello Foa scriva una lettera contro le fake news e la disinformazione. Sono le meraviglie della politica, che ti fanno trovare le persone dove meno te l’aspetti a parlare delle cose di cui, per senso del pudore, farebbero meglio a tacere. E invece il presidente della Rai, in una lettera al Corriere firmata da altri dirigenti di tv pubbliche europee, scrive che “la democrazia è in pericolo” perché “la crescente sfiducia delle persone nelle istituzioni e l’insidiosa diffusione della disinformazione e dei discorsi incitanti all’odio contribuiscono ad alimentare l’estremismo”.

 

L’obiettivo delle critiche sono “le nuove piattaforme” che hanno creato “terreno fertile per la diffusione di messaggi manipolatori, fuorvianti e in grado persino di influenzare il corso delle elezioni”. Il contenuto della lettera di Foa è condivisibile, ma più che una denuncia sembra una confessione. Il presidente della Rai infatti è stato un assiduo collaboratore e opinionista di Russia Today, una delle principali fonti di disinformazione e propaganda del Cremlino. Foa è stato un diffusore seriale di fake news: con il cospirazionista dell’alt-right americana Alex Jones afferma che l’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines in Ucraina non sarebbe stata opera dei filorussi “ma è un caso di ‘false flag’ ovvero di crisi provocata ad arte”; diffonde articoli su presunte cene dei collaboratori di Hillary Clinton a base di “mestruo, sperma e latte di donna”; getta sospetti sui vaccini; da presidente della Rai, in Israele proprio per un convegno sulle fake news, accusa (falsamente) in un’intervista gli eurodeputati del Pd di essere finanziati dal magnate ebreo George Soros (lo spauracchio della destra sovranista). La democrazia è a rischio perché la disinformazione è una malattia pericolosa, ma Marcello Foa presidente della Rai ne è un sintomo, non certo la cura.

Di più su questi argomenti: