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Un politico condannato a morire

Storia, partiti, segni del populismo giudiziario. Addio Filippo Penati

10 Ottobre 2019 alle 06:00

Un politico condannato a morire

Filippo Penati (foto LaPresse)

Chissà che cosa avrebbe votato sul taglio dei parlamentari à la Di Maio, come l’hanno battezzato i giornali per vergogna di dire “anti casta”, lui che ha vissuto una vita nel Pci, e poi fino al Pd. Non ha senso chiederselo, perché parlamentare non è mai stato: solo buona politica locale. E perché è morto ieri, nella sua Sesto San Giovanni, a 67 anni, per un cancro che anche i medici avevano riconosciuto che “è conseguenza della mia vicenda giudiziaria”....

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • kriszt49

    10 Ottobre 2019 - 14:02

    Addio Filippo Penati, vittima del cancro del giustizialismo. kriszt49

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  • hovannes1941

    10 Ottobre 2019 - 12:12

    Qualcuno si è accorto dell'incredibile somiglianza fra il caso Penati ed il caso Caneschi,, il medico che la magistratura e Repubblica dichiararono colpevole solo perché aveva Craxi fra i suoi pazienti? Il povero dottore si ammalò di tumore anche per la persecuzione giudiziaria che subì, e poi morì: fu il figlio a ricordarci appassionatamente l'ingiustizia che lo distrusse fino alla morte. Chiedere al giornalista Giancarlo Lehner, che lo difese a spada tratta e ne scrisse un libro. Erano gli inizi degli anni '90.

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