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“Non si cambia l'Europa violando le regole”

Il direttore Claudio Cerasa ospite di Tagadà su La7: “La procedura d'infrazione, qualora ci fosse, potrebbe essere un suggerimento. Un modo per convincere Salvini ad andare a votare”

20 Giugno 2019 alle 16:24

Ospite di Tagadà su La7 il direttore Claudio Cerasa ha parlato del dialogo tra Italia e Europa, la durata di questo governo e la debolezza del Pd che continua a litigare nonostante stia all'opposizione.

 

“Il percorso dell'Italia è chiaro. La crescita non c'è, il debito è alto da molto tempo ma sta tornando a crescere dopo che era diminuito di un po' negli ultimi anni. I dati sono questi. I capi di stato dell'Europa devono decidere se guardare in maniera spietata a quella che è la traiettoria dell'Italia oppure se fare un atto politico e concedere più fiducia”.

 

“La manina dominante che ha scritto la lettera per Bruxelles è una manina terrorizzata. È una lettera incredibile in cui non si dice nulla. Se Conte avesse avuto più spazio forse avrebbe promesso di vendere il Colosseo. C'è in realtà, nel testo, un ragionamento giusto che forse poteva essere la carta di questo governo populista: dire noi vogliamo essere l'ariete di quelli che vogliono cambiare l'Europa e vogliamo farlo sulla base di un consenso mostruoso. Ma quel gioco poteva funzionare solo a patto di rispettare le regole. Di essere credibili e rispettare ciò che tutti i paesi europei hanno scelto di rispettare. L'Italia invece vuole violare le regole e cambiare l'Europa”.

 

“In questo momento Salvini è il padrone mediatico e politico dell'Italia. Ma oggi essere schierati solamente con Trump significa avere a cuore gli interessi di un altro paese, non del nostro. Io resto convinto che si andrà a votare a settembre. La finestra si chiude il 10-12 luglio. La procedura d'infrazione, qualora ci fosse, potrebbe essere un suggerimento. Un modo per Salvini per andare a votare e fare una campagna elettorale estiva contro l'Europa”. 

 

“Di Battista fa abbastanza sorridere quando critica il suo partito che si è alleato con la Lega. Poteva pensarci prima. Ha passato l'intera campagna elettorale ad attaccare la Lega e il Pd poi, quando il M5s ha deciso di fare un governo con Salvini, non ha avuto niente da ridire. Di Battista, così come tante persone che in buona fede hanno votato 5 Stelle, non si rende conto che il governo con la Lega è stato un governo naturale perché sulle principali questioni si sono trovati uniti. L'Italia oggi ha due azionisti di maggioranza di questo governo che litigano continuamente perché nessuno ha il coraggio di rivendicare quello che è stato fatto in questo anno. Sono due facce della stessa medaglia populista, nazionalista e sfascista”. 

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    20 Giugno 2019 - 18:06

    Al direttore - Giusto le regole in corso, durante il gioco vanno rispettate. Finita la partita ci si consulta e se nuove regole vengono introdotte valgono per la partita successiva. OK. Il casotto è che i gestori attuali delle regole non hanno intenzione alcuna di fischiare la fine della partita in corso. Allora?

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  • joepelikan

    20 Giugno 2019 - 16:04

    La procedura d'infrazione andrebbe considerata per quello che è: un atto di guerra. Se ne ricordino Moscovici & Co. quando la Storia li giudicherà.

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