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Il governo della televendita

Più si avvicina il 26 maggio e più Lega e M5s mostrano quanto sono pericolosi

14 Maggio 2019 alle 06:00

Il governo della televendita

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (foto Imagoeconomica)

Quello annuncia un magnifico decreto sicurezza bis in vera finta-pelle, e l’altro subito rilancia con una legge sul conflitto d’interessi in scintillante silver plate. A meno di due settimane dalle elezioni europee, Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono più affannati di quei telebanditori della mattina sulle reti commerciali, tipo superofferta del weekend, imperdibile amici, solo oggi per le prime cento telefonate una bicicletta con il cambio Shimano. Quasi Giorgio Mastrota e Robertino, con il Parlamento che è già il megacentro Aiazzone, un discount delle meraviglie: materassi, piatti, piumoni, erezioni mirabolanti, “ecco finalmente la legge che gli italiani aspettavano da trent’anni”.

 

Ovviamente, come capitava a Wanna Marchi con il miracoloso scioglipancia, che non era affatto miracoloso ma provocava ustioni, queste superofferte del weekend a ben guardare sono delle sòle pazzesche. Salvini ha presentato un decreto che nessuno ha visto ma che viene raccontato come la soluzione definitiva – perché non finale? – del problema immigrazione. Venghino, siori, venghino. Mentre Luigi Di Maio – a me gli occhi – ha spiegato che vuole risolvere ogni ipotesi di conflitto d’interessi in politica inserendo (letterale) “una incompatibilità per chi ha patrimoni immobiliari o mobiliari oltre i 10 milioni o che abbia partecipazioni superiori al 2 per cento in imprese con diritti esclusivi, monopoli, radio tv, editoria, internet o imprese di interesse nazionale”. Boom! Ed evidentemente siamo ben oltre lo sciogli pancia, molto al di là della polvere miracolosa che veniva venduta dal mago Do Nascimento (che era cloruro di sodio, cioè sale da cucina). Il Mago in fondo vendeva dell’innocuo sale, non proposte di legge illiberali e incostituzionali anche al vaglio di un alunno (scarso) di terza media. Ma va così. Resta da sperare soltanto che dal 27 maggio, archiviata questa iattura delle elezioni europee, la televendita permanente finisca. E qualcuno governi sul serio.

Redazione

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