I pendolari non sono una priorità. E Alitalia?

Il prossimo anno alle Ferrovie dello stato mancheranno 600 milioni di euro per nuovi investimenti che sono stati eliminati per fare tornare i saldi della manovra

Roma. Il prossimo anno alle Fs mancheranno 600 milioni di euro per nuovi investimenti che sono stati eliminati per fare tornare i saldi della manovra. Le risorse mancanti potrebbero compromettere gli interventi sulla rete ferroviaria a scapito dei viaggiatori pendolari ai quali il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, voleva dare la “priorità”. L’effetto immediato potrà essere risibile, ma gli effetti si vedono nel lungo periodo: il materiale rotabile in molte regioni è da ammodernare e nel settore ferroviario differire ogni investimento significa trovarsi, in prospettiva, con una rete arretrata. I pendolari non avranno benefici, ma solo il costo di usufruire di un servizio peggiorato. Il 22 gennaio il cda di Fs si riunirà per approvare il piano industriale con i nuovi vertici nominati dal governo Lega-M5s. Resta in piedi, pare, l’idea di unire Fs ad Alitalia: avrebbe la sola logica di trasferire gli esuberi della compagnia aerea a quella ferroviaria. Ma mettersi alla cloche è un onere che Fs ha ancora intenzione di sobbarcarsi dopo essersi vista ridurre i trasferimenti dal governo?

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