E nella Manovra spuntano già i primi “regali”

Paolo Emilio Russo e Gianluca De Filio

Dalla proroga delle concessioni per “l’esercizio dei giochi numerici a totalizzatore nazionale” ai 91 milioni per aprire la succursale della Normale di Pisa a Napoli. Intanto l'esame in Aula del testo potrebbe slittare ancora

Un tempo, forse, le avrebbero chiamate “marchette”. Quando erano all’opposizione i parlamentari del Movimento 5 stelle si vantavano spesso per la loro abilità nell’individuare e denunciare - con veemenza, pure - le norme microsettoriali, in qualche caso ad personam, che ogni anno puntualmente finiscono nella legge di bilancio. Anzi, proprio lo scorso agosto, in una lettera inviata capogruppo del M5s alla Camera, Francesco D'Uva, proprio Luigi Di Maio rivendicava con orgoglio il lavoro fatto “a ogni legge di bilancio” per fermare “le marchette ai concessionari autostradali”. 

 

 

Fatto sta che la “manovra del cambiamento”, almeno da questo punto di vista, non sembra poi così diversa dalle precedenti. Le 74 pagine di emendamenti presentati dal governo gialloverde alla legge di Bilancio, consegnati sabato notte e che saranno approvati via via in questi giorni contengono in effetti diverse norme che autorizzano spese e assunzioni in deroga alle norme più generali, stanziano fondi a vantaggio di enti e istituti di ricerca. 

  

È il caso, per esempio, del 28.030 grazie al quale Cinquestelle e Lega consentiranno all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti (Arera) di procedere alla stabilizzazione del suo personale precario. Giusto o sbagliato è una eccezione che viene autorizzata per legge come quella che consentirà al ministero dell’Economia e delle Finanze di assumere 20 dirigenti per “incarichi di consulenza o di studio” per svolgere funzioni che, però, sarebbero di competenza della Ragioneria dello Stato, come prevede l’emendamento 20.031.

 

 

  

L’Accademia della Crusca potrà assumere tre unità di personale allo scopo di “sostenere la lingua italiana, tenuto conto del suo valore storico di fondamento dell’identità nazionale, e al fine di promuoverne lo studio e la conoscenza in Italia e all’estero…”. L’emendamento della maggioranza, il numero 28.032, prevede che le tre nuove risorse umane possano essere assunte tramite una “procedura riserva” (ex art. 20, comma 2 del Dlgs 75/2017), quella, cioè, che consente a un ente di bandire un concorso per chi già lavora presso il medesimo ente. Si tratta di una stabilizzazione, insomma.

 

 

 

E cosa dire, poi, dei contributi diretti previsti dal governo? Ecco alcuni esempi: 90 milioni al Consiglio nazionale delle ricerche con l’emendamento 32.014, 1 milione di euro alla European Brain Research Institute con l’emendamento 32.015 per citarne due. Si tratta dell’Istituto che era stato fondato da Rita Levi Montalcini e che a un certo punto la Lega voleva proprio chiudere. Ci sono pure, come raccontato dal Tempo, 91 milioni di trasferimenti fino al 2014 in favore dell’Università di Pisa perché possa aprire una sede a Napoli: la famosa Normale di Pisa a Napoli.

 

 

 

In compenso l’emendamento dei relatori 89.026 prevede che “sono prorogate fino all’aggiudicazione delle nuove concessioni e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2019”, cioè di un anno, le concessioni per “l’esercizio dei giochi numerici a totalizzatore nazionale”, cioè le slot machine. La ragione si trova forse nel comma 5, quando si citano “le maggiori entrate pari a 70,8 milioni di euro per l’anno 2019”. Mica male per un governo che ha scritto sin nel Contratto di considerare il “contrasto alla ludopatia” una sua priorità. Intanto tra micro norme inserite dai relatori e sedute che si protraggono fino alle due di notte, l'esame della legge di Bilancio procede più lentamente del previsto. La discussione in Aula è ancora calendarizzata per mercoledì alle 14 e si dovrebbe concludere entro venerdì, ma già si è capito che si va verso un nuovo rinvio.

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